UNGFELL – Mythen, Mären, Pestilenz

Pubblicato il 20/03/2018 da
voto
8.0
  • Band: UNGFELL
  • Durata: 00:48:16
  • Disponibile dal: 23/03/18
  • Etichetta: Eisenwald Tonschmiede
  • Distributore: Audioglobe

Stando ad una nota della band, questo disco sarebbe “un tripudio di suoni furiosi e un viaggio verso epoche da tempo trascorse”. Se solitamente questo genere di promesse restano disattese in maniera imbarazzante, in questo caso non possiamo che concordare appieno. Ma andiamo con ordine. Gli Ungfell sono un progetto del polistrumentista Menetekel, qui supportato nell’intero album da Vâlant come session drummer e da altri musicisti che compaiono come guest sui singoli brani (voce pulita, violoncello). Giunti al secondo disco (“Tôtbringære” è uscito autoprodotto lo scorso anno) musicalmente gli svizzeri uniscono black metal feroce e folk acustico, in un  gioco di contrasti crudo ma molto ben riuscito. Sebbene tra i riferimenti più immediati ci siano primi Gorgoroth, Taake, Peste Noire e Isengard, questo “Mythen, Mären, Pestilenz” (Miti, Racconti e Pestilenza) è un lavoro che suona fresco e originale. “Raubnest Ufm Uetliberg” è una strumentale acustica, ritmata e medievaleggiante, dotata – nella sua semplicità – di di un gusto melodico notevole. Con la successiva “De Türst Und S Wüetisheer” si cambia decisamente registro: black metal furioso e battagliero, che però non perde mai di vista la melodia. Sono melodie che profumano di antico, di misterioso e che arrivano ad inquietare (cosa non semplice in un 2018 nel quale siamo abituati a qualsiasi cosa e ormai smaliziati verso ogni artificio). Dopo un breve intermezzo torniamo al black metal con “Bluetmatt”, un brano che si nutre di linee melodiche sghembe e ‘sbagliate’, oltre che di cambi di tempo capaci di garantire dinamismo. Qui, Menekel alterna il classico scream alto e sgraziato con una seconda linea vocale, un growl particolarmente feroce che funge da contraltare alle urla e risa sguaiate. La caratteristica più peculiare ed interessante – oltre al mix tra raw black metal e musica medievale/rinascimentale, sulla carta potenzialmente simile a quello creato dagli Obsequiae, eppure di fatto estremamente differente – è proprio l’attitudine malsana e tendente al grottesco che i Nostri riescono ad infondere nelle composizioni (in questo è fondamentale la prova vocale del mastermind Menetekel). Proprio questa capacità di andare oltre la mera forma è ciò che rende questo disco altro rispetto alla media, e ben più che la mera somma delle succitate influenze. Del resto, il medioevo è fatto di superstizione, creature beffarde e storie crudeli, e tutto questo sembra prendere forma tra le note di un lavoro nel quale si alternano (e spesso fondono) suggestioni antiche e moderne. “Die Hexenbrut zu Nirgendheim” ne è esempio lampante: black metal grezzo e senza compromessi che si stempera in brevi accenni di chitarra acustica e nelle note acute di quello che potrebbe essere un clavicembalo (o una spinetta). Molto interessanti le percussioni e di assoluto rilievo la capacità di fondere tutti questi elementi mantenendo un grande senso del ritmo. Strumenti antichi e una melodiosa voce femminile si impongono nella successiva “Guggisberglied”, che tiene fede a questa struttura basata sui contrasti. E’ difficile non citare ogni singolo brano in quanto ciascuno è dotato di sfaccettature diverse, motivo per il quale è impossibile annoiarsi. Un ultimo cenno lo dedichiamo a “Der Ritter von Lasarraz”, brano nel quale rileviamo un’interessante preminenza del basso e il ruolo, secondario ma suggestivo, della fisarmonica. “Mythen, Mären, Pestilenz” è un album crudo e grezzo quanto melodico e perfino dolce, lontano anni luce dagli standard compositivi, interpretativi (e di produzione) del black metal mainstream. Piccolo gemma oscura e fredda in mezzo a tanta plastica e mestiere.

TRACKLIST

  1. Raubnest Ufm Uetliberg
  2. De Türst Und S Wüetisheer
  3. Oberlandmystik
  4. Bluetmatt
  5. Die Heidenburg
  6. De Fluech Vom Toggeli
  7. Die Hexenbrut Zu Nirgendheim
  8. Guggisberglied
  9. Der Ritter Von Lasarraz
  10. Raserei Des Unholds
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