UNIVERSAL MIND PROJECT – The Jaguar Priest

Pubblicato il 13/06/2016 da
voto
6.5
  • Band: UNIVERSAL MIND PROJECT
  • Durata: 00:58:31
  • Disponibile dal: 29/04/2016
  • Etichetta: Inner Wound
  • Distributore: Andromeda

Universal Mind Project nasce da un’idea del chitarrista americano Micheal Alexander, insieme a Henrik Båth (cantante dei Darkwater) e, almeno inizialmente, anche con Charlie Dominici: con quest’ultimo, Alexander ha poi di fatto realizzato un solo brano, la title track, sviluppando invece l’intero album con la cantante di origine greca Elina Laivera (ex Seduce The Heaven). Ascoltando il disco, verrebbe per la verità da pensare che in effetti si tratti di un’occasione mancata: il brano scritto e interpretato insieme a Dominici, infatti, per quanto presenti certamente innegabili influenze dei primi Dream Theater, si rivela fresco e molto ben articolato nei suoi circa nove minuti di durata, oltre ad essere dotato di un bel refrain. Ci è rimasta dunque la curiosità di sapere che piega avrebbe potuto prendere un disco sviluppato in questa direzione. Per contro, quello che invece propongono per il resto gli Universal Mind Project è un power/prog piuttosto convenzionale, che sa spesso di già sentito e che scade talvolta addirittura nel banale. Poche e abusatissime idee, che difficilmente offrono spunti realmente interessanti. Meritano tutt’al più di essere menzionate le altre due tracce di più ampio respiro, ovvero “Awakened By The Light” e “The Force Of Our Creation”, dove si possono apprezzare, pur senza troppo entusiasmo, risultati migliori. Al di là di questo, va ribadito come sia Båth che la Laivera sono due ottimi cantanti: il primo lo conosciamo bene, della seconda basti ascoltare la sua bella performance in “A World That Burns”, accompagnata al piano da Emanuele Casali (che suona le tastiere in tutto l’album), benchè talvolta la vocalist sembri proporre un approccio troppo tendente al pop che certamente non contribuisce a valorizzare le composizioni. Alla fine dei conti, forse si riesce a guardare con un certo interesse al disco più per fattori come l’ottimo lavoro di mixing e mastering svolto dal ‘solito’ Simone Mularoni, nonchè per la presenza di numerosi guest: anzitutto, per quanto riguarda la batteria, viene indicato in line-up Alex Landenburg (Luca Turilli’s Rhapsody), compagno della Laivera, ma la prima metà della tracklist è invece suonata da Alessandro Bissa (Vision Divine). Suona poi il basso in due brani, “Truth” e “The Force Of Our Creation”, l’onnipresente Mike LePond, ma in quest’ultimo pezzo esegue un assolo anche Johan Reinholz, chitarrista degli Andromeda. Tra gli altri cantanti, oltre a quelli citati, va segnalata la presenza di Mark Jansen degli Epica, Diego Valdez degli Helker e Nils K. Rue dei Pagan’s Mind. Insomma, anche grazie a tutti questi artisti coinvolti, cresce davvero in qualche misura il livello qualitativo di questo lavoro che, come precisato, dal punto di vista compositivo, per contro, al di là di qualche traccia più articolata e ambiziosa, non va molto oltre qualche canzoncina gradevole. Peccato, perchè c’erano tutte le premesse per realizzare un disco di ben altro spessore.

TRACKLIST

  1. Anthem For Freedom
  2. Truth
  3. The Bargain Of Lost Souls
  4. Dreamstate
  5. Awakened By The Light (Universal Mind)
  6. A World That Burns
  7. Seven
  8. The Jaguar Priest
  9. The Force Of Our Creation
  10. Xibalba
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.