UNLEASH THE ARCHERS – Apex

Pubblicato il 13/06/2017 da
voto
6.5
  • Band: UNLEASH THE ARCHERS
  • Durata: 01:00:37
  • Disponibile dal: 02/06/2017
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

I canadesi Unleash The Archers celebrano dieci anni di carriera e pubblicano un nuovo album, intitolato “Apex”, che segue di un paio di anni “Time Stands Still”. In line-up, accanto al nucleo storico composto dal chitarrista Grant Truesdell, dalla cantante Brittney Slayes e dal batterista Scott Buchanan, cambiano ancora una volta la seconda chitarra e il basso, suonati adesso rispettivamente da Andrew Kingsley e Nikko Whitworth: particolarmente positivo l’innesto di quest’ultimo, che ha davvero contribuito a rafforzare e a rendere più incisiva la sezione ritmica. “Apex” è un concept album, costruito attorno ad una storia fantasy, ma se vogliamo anche un po’ bizzarra: in estrema sintesi, racconta di un essere che si fa chiamare ‘The Immortal’ il quale, a causa di una maledizione, è costretto ad obbedire a chiunque lo risvegli. In questo caso, il poveretto si è trovato a servire una sanguinaria strega chiamata ‘The Matriarch’, che gli impone di portarle i suoi quattro figli, affinchè possa celebrare un preciso rito, bevendone il sangue e conquistando così anche lei l’immortalità. Insomma, una storia a dir poco macabra, che gli Unleash To Archers interpretano con il loro stile a cavallo tra heavy classico e power europeo. In realtà, recensendo “Time Stands Still”, avevamo osservato come la seconda parte di quel disco presentasse diversi spunti davvero molto interessanti, per non dire geniali. Purtroppo, la band non si è sforzata di proseguire su quel percorso, ma possiamo dire che ha comunque lavorato sul proprio sound, tanto che “Apex” suona in effetti molto più omogeneo rispetto al suo predecessore e il gruppo canadese dimostra di essere in grado oggi di poter presentare uno stile un po’ più personale. In pratica, a fronte di un potenziale passo indietro, di fatto la band riesce a compiere un piccolo passo in avanti. Il vero limite di “Apex” è piuttosto rappresentato da un songwriting che non riesce mai ad essere particolarmente brillante e si presenta anzi talvolta alquanto altalenante: non ci convincono del tutto, in modo particolare, ad esempio, due tracce che dovrebbero essere tra quelle più rappresentative del disco (tanto che la band ne ha realizzato dei videoclip), quali “The Matriarch” o “Cleanse The Bloodlines”, alquanto deboli nei refrain; ma un discorso analogo potrebbe farsi anche per altre canzoni come “Earth And Ashes”. Funzionano a nostro avviso meglio invece altre tracce, come le due iniziali, nonchè “The Coward’s Way” e “False Walls”, benchè quest’ultima risulti forse un po’ troppo dilatata in quanto alla durata. Il brano più lungo è però la titletrack, che parte come una ballata acustica, per diventare in crescendo un’autentica cavalcata maideniana. In generale, riteniamo molto positiva, poi, la prova della cantante, sempre più autentica performer e valore aggiunto del gruppo. Insomma, a conti fatti, “Apex” si rivela un disco ancora con diverse luci e ombre: la band, come evidenziato, ci ha positivamente sorpresi sotto alcuni profili, deluso per altri. Peccato, perchè dopo dieci anni di carriera, era lecito aspettarsi qualcosa in più.

TRACKLIST

  1. Awakening
  2. Shadow Guide
  3. The Matriarch
  4. Cleanse The Bloodlines
  5. The Coward's Way
  6. False Walls
  7. Ten Thousand Against One
  8. Earth And Ashes
  9. Call Me Immortal
  10. Apex
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