UNREQVITED – Beautiful Ghosts

Pubblicato il 03/08/2021 da
voto
7.5
  • Band: UNREQVITED
  • Durata: 00:42:26
  • Disponibile dal: 13/08/2021
  • Etichetta:
  • Prophecy Productions
  • Distributore: Audioglobe

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Di fronte al sesto full-length in soli cinque anni di attività, senza contare EP e split, è arrivata l’ora di ammettere che gli Unreqvited sono una realtà sfaccettata, complessa ma anche estremamente affascinante da analizzare. L’unico componente, Willow Vale – o 鬼 se si preferisce – è stato finora capace di esprimere le proprie indubbie capacità senza mai ripetersi, mantenendo una coerenza ed una riconoscibilità invidiabili e mostrando in ogni nuovo album un lato differente della propria composita personalità; perché alla fine è di questo che si tratta: ciò che il musicista canadese compone è una diretta emanazione dei suoi sentimenti, e vive soprattutto di emozioni. In particolare, il tema trattato in “Beautiful Ghosts” è quello dell’amore, un argomento forse poco metal, ma che il buon William Melsness (questo il suo nome reale) riesce a sviscerare con il suo linguaggio fragile, fatto di poche parole ed atmosfere morbide e sognanti. “In questo disco, ispirato da una musa, sono fortemente presenti i temi dell’amore, della passione e della devozione” e, in effetti, se si chiudono gli occhi, ascoltando i sette lunghi pezzi, è a questo che si pensa. Da un lato più strettamente musicale, il black metal atmosferico tipico dell’artista di Ottawa è sempre presente, ma le chitarre vengono spesso affiancate dalle orchestrazioni che già si sentivano in “Empathica” e dalle eteree e malinconiche melodie che contraddistinguevano “Disquiet”; anche laddove l’approccio sembra vagamente spostarsi verso il prog, come nell’iniziale “All Is Lost”, l’ascolto rimane immediato grazie al forte impatto emotivo. La voce, sia essa urlata o corale, come da consuetudine del genere è relegata in secondo piano, come se fosse uno degli strumenti utilizzati. Tra i brani più riusciti, impossibile non citare l’epica “Funeral Pyre” che, introdotta da un pezzo strumentale dal sapore ambient (“Reverie”), sembra sprigionare tutta la grandeur intrappolata nell’animo del buon Willow, con riff potenti e batteria arrembante in contrasto con le ariose melodie di tastiera.
Un disco che può essere visto come interlocutorio, poiché segna un’ulteriore evoluzione rispetto a quanto sentito in precedenza e non permette di fare previsioni sul futuro, ma che, allo stesso tempo, risulta solido e senza evidenti punti deboli; il fatto che, dopo svariati album, non si sia capito dove il musicista canadese voglia andare a parare è, in questo caso, solamente segno di raffinato talento.

TRACKLIST

  1. All Is Lost
  2. Autumn & Everley
  3. Reverie
  4. Funeral Pyre
  5. Cherish
  6. Beautiful Ghosts
  7. All Is Found
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