UNSANE – Lambhouse

Pubblicato il 05/12/2003 da
voto
6.0
  • Band: UNSANE
  • Durata: 01:13:19
  • Disponibile dal: 27/10/2003
  • Etichetta:
  • Relapse Records
  • Distributore: Self

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Detto fra noi (e spargete pure la voce), chi scrive non conosceva affatto gli Unsane, prima di imbattersi in questo loro primo, storico greatest hits, una collezione di brani risalenti al periodo 1991-1998. Per cui, quale occasione migliore per scoprire una band fondamentale, a quanto è riportato nella biografia del gruppo, per la nascita del noise-rock-metal, se non quella dell’ascolto di una ricca e dettagliata compilation, spaziante attraverso vari momenti della carriera della band newyorkese? Si percepisce quasi immediatamente, anche senza il supporto del background conoscitivo, che il terzetto in questione ha qualcosa di particolare nel suo DNA, impregnato com’è di distorsione e facile tendenza al suono abrasivo; i ventiquattro brani qui presentati si distinguono, fin dal primo ascolto, per una ruvidità palese, cercata e trovata attraverso il sistematico utilizzo di effetti vocali, realmente imperversanti in ogni canzone, produzioni grezze e pastose e l’ossessionante ripetitività con cui la singola composizione si evolve nel suo minutaggio; già, in quanto è davvero difficile trovare canzoni con, al loro interno, più di due riff diversi… sviluppate su temi cadenzati, a volte anche di stampo blues-oriented, le tracce si susseguono imperturbabili, avvolgendo l’ascoltatore in un vortice fumoso ed ipnotico, a rischio, purtroppo, di far affiorare in superficie una sostanziosa dose di noia. Ministry, Godflesh e altri nomi dell’industrial-noise vengono chiamati in causa, anche se il vero problema di una release quale “Lambhouse” è e rimane l’accessibilità: a meno che non siate fan sfegatati della band e ascoltereste anche il minimo sputo prodotto da Chris Spencer & Co., ben 73 minuti di Unsane-sound sono una mattonata pesantissima da digerire (e mi scusino i fan sfegatati di cui sopra…)! E se nella prima parte della raccolta, diciamo fino a “Broke”, la musica è monotona ma pesante e piacevole, man mano che si prosegue nell’ascolto le derivazioni psichedeliche e acide prendono il sopravvento, scaraventando tutto in una dimensione parallela di alienazione, dove la mente trova poco spazio per evadere, chiusa nel limbo claustrofobico generato dalle note graffianti degli Unsane. Qualcuno giudicherà ciò un pregio… il sottoscritto, sinceramente, si è esaltato ben poco di fronte alle ostinatamente ossessive “My Right”, “Straight” e “Cracked Up”, tanto per citare le peggiori, a mio avviso. Molto buona, invece, la sezione ritmica, vero e proprio motore pulsante, senza il quale la band naufragherebbe in un profondo gorgo di prevedibilità. Inoltre, ripeto, l’uso strabordante di vocals effettate e filtrate è una peculiarità da considerare con attenzione, la quale non facilita assolutamente l’assimilazione di questa uscita discografica, pur trattandosi di un “best of”. Assegniamo, perciò, la sufficienza al valore complessivo della compilation, vista sotto l’ottica prettamente storico-enciclopedica… per la musica in essa contenuta, be’, scendete pure di un punto! Davvero ostici.

TRACKLIST

  1. Over Me
  2. Committed
  3. Wait To Lose
  4. Sick
  5. Hazmat
  6. Lead
  7. Empty Cartridge
  8. Blew
  9. Can't See
  10. Out
  11. Alleged
  12. Scrape
  13. Broke
  14. Straight
  15. Body Bomb
  16. My Right
  17. Streetsweeper
  18. Urge To Kill
  19. This Town
  20. Vandal X
  21. Bath
  22. Organ Donor
  23. Cracked Up
  24. Exterminator
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