UNTAMED LAND – Like Creatures Seeking Their Own Forms

Pubblicato il 12/10/2021 da
voto
8.0
  • Band: UNTAMED LAND
  • Durata: 01:00:49
  • Disponibile dal: 08/10/2021
  • Etichetta:
  • Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

Lasciate che il profumo della polvere da sparo riempia i vostri polmoni, che il vento bollente scaldi la vostra pelle. Ora, imbrigliate il vostro destriero e preparatevi a galoppare verso l’alba di un’entusiasmante avventura sonora. Sulla frontiera indefinita della musica, duellano due generi apparentemente sconosciuti che il destino ha messo uno di fronte all’altro: le ruvide auree black metal attraversano i caldi deserti plasmati da armoniche atmosfere western. Dietro questo inusuale connubio c’è Patrick Kern, polistrumentista americano che, sotto lo pseudonimo di Untamed Land è giunto al suo secondo album intitolato “Like Creatures Seeking Their Own Forms”. Per i più appassionati, la descrizione sopracitata potrebbe portare alla mente i blackster Wayfarer, band anch’essa attratta dal mondo western: nulla di più sbagliato, siamo ben lontani dalle sonorità del gruppo di Denver. Patrick Kern è stato abile a ricamare, su feroci tessuti abrasivi, eleganti melodie ispirate alle colonne sonore dei classici spaghetti western composte da Ennio Morricone. L’opera del musicista dell’Ohio è inoltre ricca di molteplici meccaniche musicali congegnate incastrando diversi strumenti come chitarre, pianoforte e violini. Si tratta dunque di un lavoro a cui non manca di certo l’originalità, che spalanca all’ascoltatore un orizzonte del tutto nuovo, dai colori cangianti. “Like Creatures Seeking Their Own Forms” si compone principalmente di tre lunghe tracce anticipate da un intro strumentale che dipinge un’alba inusuale. “A Nameless Shape” è un’epopea nella quale si avvicendano diverse espressioni sonore avvolte da una ritmica progressiva e camaleontica. È il sound singolare a stuzzicare l’immaginazione: ci si ritrova catapultati in un film dove i colpi di scena sono scanditi da cambi di tempo improvvisi che lacerano una trama principalmente melodica. Ad un certo punto sembra di intravedere i Marduk che, come un miraggio, scompaiono tra pompose composizioni dal sapore trionfante. La voce di Kern, ruvida e potente, si incastra perfettamente in questo elegante meccanismo musicale in grado di cambiare continuamente la scenografia del disco. “Clothed in Smoke” è un’avventura in salita, un crescendo di intrecci strumentali che culminano in una ballata dai risvolti celtici. Il suono spesso delle chitarre marcia su un tappeto di tastiere abbellito da sintetici intermezzi melodici; segmenti che movimentano armonicamente questa scena sonora incalzata, nel finale, dalla voce del violino. L’ombra di un black sinfonico prende il sopravvento nei primi minuti di “The Heavenly Coil”, un’oscurità interrotta da lucentezze ipnotiche che scaturiscono dai tasti del pianoforte. I ritmi più violenti vengono soffocati dal fumo di una cavalcata poetica che rievoca le migliori musiche dei film western. Nel corso del brano fiorisce il suono di un organo che introduce una sezione corale dai toni raggianti: quiete apparente trascinata dal rumore di una cascata elettrica. Un arrangiamento armonioso e sognante è la degna chiusura di un film sonoro straordinario che merita di essere rivisto più e più volte. I titoli di coda riportano un solo nome: Untamed Land.
Sarà da Oscar? Ce lo auguriamo.

TRACKLIST

  1. Once Upon a Time in the Kenoma
  2. A Nameless Shape
  3. Clothed in Smoke
  4. The Heavenly Coil
  5. Achamōth
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.