URKRAFT – Our Treacherous Fathers

Pubblicato il 28/09/2019 da
voto
7.0
  • Band: URKRAFT
  • Durata: 00:32:59
  • Disponibile dal: 18/09/2019
  • Etichetta:
  • Distributore:

Dieci anni di divagazioni musicali, dieci anni di progetti alternativi, prima di tornare ad imbracciare quegli strumenti che, in passato, avevano permesso di sfoderare un agglomerato di forza primordiale. I danesi Ulkraft sono, infatti, rientrati in studio per rilasciare il loro quarto album, il qui presente “Our Treacherous Fathers”. E, già che c’erano, hanno pensato bene di dare ufficialmente alle stampe il precedente “A Scornful Death”, realizzato poco prima dello split della band avvenuto nel 2008 e pertanto mai pubblicato sino ad oggi. Ma se quest’ultimo ricalca in toto la violenza lirica e sonora già espressa nei primi due lavori, il nuovo full-length stacca la roboante spina mutandola in un qualcosa di più filosofico ed introspettivo. Il death martellante scaturito da una chiara follia giovanile lascia il passo ad un’amarezza di fondo, più matura, dai tratti seriosi e teatrali. E anche i ritmi ossessivi, mitragliati allora, vengono soverchiati da una cadenza più strutturata e riflessiva in cui anche le chitarre si rendono assolute protagoniste lungo questo viaggio mistico, decadente e melodioso, suggellato alla perfezione dalla stessa title-track.
Del resto, che il cambiamento degli Urkraft abbia pestato i piedi più del dovuto, lo si può ben intuire sin dalle prime note dell’opener “Place Of Coldness”: l’incedere, comunque intenso, del drummer Mikael Skou Jorgensen acquista i tratti di una vigorosa scalata verso un ignoro sofferente, contornato da inseriti melodici sciorinati da Thomas Birk e dal nuovo innesto alle sei corde Mads Betram Gath. Mossa che permette al frontman Thomas Stromvig di essere ancor più padrone delle linee vocali. Certo, come già dimostrato negli album precedenti, la parola ‘varietà’ non è tra quelle preferite dalla band danese e, soprattutto nella parte finale di “Our Treacherous Fathers”, una certa ripetitività propositiva si mostra chiaramente. Più variegato ed interessante risulta invece essere il primo lotto di brani in cui si fanno notare la più catchy “Reap It All” e la ‘patriottica’ “Håbets Tyranni”, cantata per l’appunto in madrelingua. A decretare il nuovo volto degli Urkraft ci pensa in chiusura la strumentale “Å”: un breve corso d’acqua sognante e intriso di malinconia. Volendo fare un paragone tra passato e presente, ci sentiamo di premiare l’odierna strada intrapresa dal quintetto di Copenaghen sperando, ovviamente, che sia quella giusta e definitiva. Da farci un pensierino.

TRACKLIST

  1. Place Of Coldness
  2. Primordial Diaspora
  3. Our Treacherous Fathers
  4. Reap It All
  5. Håbets Tyranni
  6. The Horrors Of An Empty Tomb
  7. Descended Shadows
  8. Crown Of Blood
  9. Å
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