6.5
- Band: URNA
- Durata: 00:44:44
- Disponibile dal: 02/03/2009
- Etichetta:
- ATMF
- Distributore: Masterpiece
E’ davvero sorprendente lo sviluppo che ha avuto quella marginale galassia dell’universo metal dove si incontrano il funeral doom, il depressive black e l’ambient: fino a qualche anno fa si potevano contare sulle dita di una mano le band che mettevano in atto questa ricetta, mentre oggi, pur rimanendo musica per pochi eletti, i gruppi che fanno proprie quelle matrici sonore sono cresciuti esponenzialmente. Tra questi troviamo i sardi Urna, a dire il vero attivi già da diverso tempo e che con questo “Iter Ad Lucem” arrivano al terzo full length. I nostri ci offrono degli spunti decisamente interessanti, uniti però ad una struttura dei brani che sa di già sentito. Partendo dai pregi, non possiamo esimerci dal segnalare l’utilizzo di un’elettronica molto soft, che però contribuisce in maniera decisiva alla buona riuscita del lavoro. L’effettistica funge da raccordo tra i vari livelli del sound dei nostri e, a conti fatti, incide molto di più delle chitarre, nonostante appaia decisamente di meno. Altro punto a favore degli Urna è l’utilizzo delle tastiere, soprattutto negli intermezzi ambient, dove la loro melodia crepuscolare risulta un azzardo vincente. Il lavoro di RM alle vocals è di discreta fattura ed il suo growling assume di volta in volta fattezze acide o profonde. Dove invece i nostri toppano abbastanza clamorosamente è nell’utilizzo della drum machine quando i ritmi si velocizzano! Se la programmazione in condizioni “normali” è tutto sommato soddisfacente, quando aumentano le frequenze l’effetto che esce è decisamente brutto e slegato dalla proposta musicale della band. Aggiungiamo poi che a tratti si fa sentire un po’ troppo una certa derivatività delle strutture che rimandano a band quali Dolorian ed Esoteric (rispettivamente nei frangenti black e doom). Fortunatamente l’utilizzo dell’effettistica attenua questa sensazione, senza comunque riuscire a sopirla del tutto. La produzione non è delle migliori e tende ad impastare un po’ troppo gli strumenti e la voce. Fatto sta che, nonostante tutte le critiche portate a “Iter Ad Lucem”, questo rimane un discreto album di doom black, composto e suonato piuttosto bene: se gli Urna calcheranno maggiormente la mano sulle partiture elettroniche, probabilmente in futuro avremo la possibilità di ascoltare qualcosa di maggiormente innovativo e meno schiavo di strutture precostituite. Per ora promossi, ma le potenzialità per fare di più e meglio ci sono tutte!
