7.0
- Band: USURPRESS
- Durata: 00:39:05
- Disponibile dal: 21/10/2014
- Etichetta:
- Doomentia Records
Anche i metallari più rozzi possono trovare vie per raffinarsi. Lo dimostrano gli Usurpress, che dopo esordi devoti ad un selvaggio mix di crust punk e death metal si sono ora trasformati in una realtà dall’indole semi-progressive, che abbraccia varie influenze cercando però di non snaturarsi troppo. I primi lavori del gruppo svedese non ci avevano entusiasmato granchè, ma il nuovo “Ordained” ci ha finalmente fatto vedere il quartetto sotto una luce diversa. Ispirandosi a band ibride come i connazionali come Agrimonia e Morbus Chron, i Nostri hanno mantenuto gli spunti estremi come base, provando poi a divagare in composizioni che inglobano frequenti influssi doom, velleità seventies e un pizzico di psichedelia. La classe e la maturità a livello compositivo non sono ancora quelle dei succitati colleghi, ma il miglioramento rispetto al precedente “Trenches of the Netherworld” è comunque netto: i tempi più ragionati danno modo al gruppo di variare più spesso il lavoro di chitarra e di sperimentare un po’ con la voce (che ogni tanto si apre al pulito) e i brani acquistano personalità, lasciandosi sovente alle spalle quel d-beat che un tempo uniformava gran parte della tracklist. Anche se gli Usurpress tengono qua e là a sottolineare le loro radici e a fare regolarmente il pieno di ignoranza – vedi l’arrembante opener “The Heart Of The Last Kingdom” – “Ordained” è un album che tutto sommato si muove in maniera intelligente e che sprizza una apprezzabile voglia di cambiare e di migliorarsi; niente è particolarmente ingegnoso o rivoluzionario, ma la rinnovata formula del quartetto, che dà vita a pezzi più ariosi e variegati, risulta perlomeno stimolante. Ci è voluto un po’ affinchè questi veterani svedesi confezionassero qualcosa di significativo, ma, come si suol dire, meglio tardi che mai: dall’ottima “Storming The Mausoleum” a “The Eyeless Spectator”, “Ordained” contiene alcune delle loro migliori canzoni di sempre.
