V – Led Into Exile

Pubblicato il 03/11/2019 da
voto
6.0
  • Band: V
  • Durata: 39:50
  • Disponibile dal: 13/09/2019
  • Etichetta: Suicide Records
  • Distributore:

Secondo giro di boa discografico per la formazione capitanata dall’ex batterista dei Katatonia Daniel Liljekvist. La storia della band non è poi molto chiara: si legge che le origini – tutte svedesi – del progetto risalgano addirittura a 20/25 anni fa, anche se il primo full-length esce per Suicide Records solo nel 2017, poco dopo un EP dal nome ambiguo (“VI” o “V-I”, anche qui poca chiarezza).  A completare la formazione permane il cantante e sound engineer Andreas Baier  (anche in Afgrund e Besvärjelsen), il chitarrista Jonas Gryth e il bassista /vibrafonista Marcus Lindqvist. Un piccolo mondo avvolto da nebbia e mistero, che però aveva svelato negli ultimi anni, le sue carte musicali in maniera piuttosto canonica, senza grandi scossoni.
Con “Led Into Exile” le coordinate restano più o meno le stesse del precedente “Pathogenesis” e l’aura di mistero e oscurità che aleggia dietro il progetto viene resa ancora più determinante da questo racconto da cui il disco prende le mosse. Mondo post-apocalittico, plumbeo, caustico, in mezzo ad un esilio nelle terre di Finnmark. I territori sono quelli del post-metal/sludge doomeggiante prettamente scuola Yob, con alcune derive più malinconiche e tinte post-rock à la “Somewhere Along The Highway” (che capeggeranno nel finale). Il concetto di base però è ruvido e buio, con pochissimi sprazzi di luminosità, soprattutto nella prima parte, almeno fino a “Hostage Of Souls”, che introduce alcune tonalità più placide, ma dove regna perennemente desolazione e mestizia. A tratti Cult Of Luna, di quelli più ancorati al territorio, i V non si inerpicano in territori extra-ordinari o particolarmente desueti, ma restano arroccati in quelle dinamiche canoniche arpeggio soft/schitarrata doom che ben conosciamo. Alcuni brani, come la centrale “Phantasmagoria” (forse uno dei pezzi più interessanti) riescono a far trapelare una certa dose di fascino – soprattutto di scuola Amenra – soprattutto nei toni del grezzo ma efficace Baier. La seconda parte del disco insiste soprattutto su altri pattern canonici, come la acustica “None Shall Rise Again” (davvero non è Scott Kelly?) e la finale titletrack con il suo crescendo (quasi) doveroso.
A conti fatti “Led Into Exile” è un album solido, semplicemente efficace e piuttosto canonico. Non abbaia, non sferza scudisciate e non presenta neanche un estro particolarmente significativo. Si arrocca invece su un sentire decisamente consueto, che potrebbe comunque donare un piacevole ascolto per i fan acerrimi del genere. Ma nulla di più.

 

TRACKLIST

  1. Broadcast from the Shadows
  2. Illviljan
  3. Hostage of Souls
  4. Phantasmagoria
  5. None Shall Rise Again
  6. Led into Exile
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