VACUOUS – In His Blood

Pubblicato il 25/02/2025 da
voto
7.5
  • Band: VACUOUS
  • Durata: 00:31:49
  • Disponibile dal: 28/02/2025
  • Etichetta:
  • Relapse Records

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Con “In His Blood”, i Vacuous giungono al traguardo del secondo full-length e lo fanno nel segno di un’importante evoluzione stilistica, suggellata dal passaggio sotto l’egida della Relapse Records. L’etichetta americana, nota per il suo carattere trasversale e la capacità di abbracciare sfumature differenti all’interno del metal estremo, si rivela la casa ideale per il quintetto londinese, che anche in questa circostanza continua a esprimere un sound non sempre incline ai rigidi dettami del death metal tradizionale.
Il nuovo album conferma dunque il discreto eclettismo dei Vacuous, che di nuovo partono da sommarie basi death metal, decidendo però questa volta di farsi avvolgere da una resa sonora e da un immaginario che a tratti sanno di noise/industrial anni Novanta (Fudge Tunnel, Godflesh, Meathook Seed), per poi condurre il sound su arie dolenti, con fugaci sventagliate black metal o arpeggi che a volte portano persino a interventi di chitarra solista che ricordano il tocco evocativo di un Greg Mackintosh.
Solo otto tracce compongono la scaletta, eppure ognuna si distingue per un’identità ben delineata. L’alternanza tra momenti di impeto sonoro e aperture più atmosferiche è un elemento chiave del disco, che si muove tra grande nervosismo e riflessione anche all’interno dello stesso brano, andando a richiamare pure formule sludge/post-metal in quei passaggi in cui il mood si fa particolarmente catartico. In mezzo a questa gamma di soluzioni, non mancano riff che lasciano il segno per la loro immediatezza: passaggi death metal tanto robusti quanto orecchiabili, capaci di imprimersi nella mente con una carica contagiosa. Segno che i ragazzi, al di là delle sperimentazioni, sanno bene quanto sia importante costruire pezzi solidi, senza perdersi in divagazioni fini a sé stesse.
Già in passato i Vacuous si erano distinti per la loro propensione a variare le ritmiche e a non aderire sempre a formule death metal preconfezionate, ma ora questo approccio è ancora più vistoso grazie a un’integrazione più puntuale e oculata di nuove influenze. Il gruppo ha sempre dato l’idea di avere una sorta di istinto naturale per le strutture poco prevedibili, evitando il consueto incedere monolitico di una scuola come quella Incantation e preferendo una scrittura più speziata e dinamica. In “In His Blood”, questa attitudine si evolve ulteriormente, conferendo al disco un senso di costante movimento. Non si tratta solo di un esercizio di stile, ma di un vero e proprio bisogno espressivo, che emerge con discreta forza in ogni traccia.
I Vacuous, insomma, non si limitano a reiterare formule consolidate, riprendendo in maniera fedele quanto espresso sull’apprezzato debut “Dreams of Dysphoria”, bensì cercano di integrare le loro molteplici influenze in un discorso sonoro il più possibile personale. Si può dire che l’approccio della band si sia fatto qui più libero e consapevole, anche se, a tratti, il desiderio di esplorare vari territori rischia naturalmente di rendere la tracklist leggermente disomogenea. Alcuni passaggi appaiono infatti più riusciti di altri, ma nel complesso “In His Blood” si distingue per una certa coesione espressiva e per la capacità di mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore.
Nel panorama odierno, spesso caratterizzato da proposte derivative e poco coraggiose a livello prettamente stilistico, “In His Blood” rappresenta quindi un’opera piuttosto ambiziosa e meritevole di attenzione, con la band intenta a costruire un percorso autonomo, alla ricerca di un equilibrio tra una furia distruttiva non necessariamente di stampo death metal e una sensibilità atmosferica sempre più levigata. È un processo ancora in divenire, ma i segnali lanciati da questo secondo album sono incoraggianti e confermano la formazione come una delle realtà più interessanti della scena estrema britannica contemporanea.
Pur con qualche sbavatura strutturale, “In His Blood” cerca insomma di raccontare emozioni attraverso un linguaggio complesso e sfaccettato, mettendoci davanti a un gruppo che sta continuando il proprio viaggio, senza compromessi e con la chiara intenzione di non fermarsi al già detto.

TRACKLIST

  1. In His Blood
  2. Stress Positions
  3. Hunger
  4. Flesh Parade
  5. Public Humiliation
  6. Contraband
  7. Immersion
  8. No Longer Human
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