7.5
- Band: VALE OF PNATH
- Durata: 00:37:48
- Disponibile dal: 24/05/2024
- Etichetta:
- Willowtip Records
Spotify:
Apple Music:
Molti sono stati i cambiamenti in casa Vale Of Pnath dalla pubblicazione del secondo album “II” nel 2016: nel 2020 l’avvicendamento alla voce con Ken Sorceron degli Abigail Williams che ha preso il posto di Reece Deeter; nel 2019 l’EP “Accursed”, prova concreta di come la band stesse in qualche modo mutando il proprio suono e non solo la propria composizione in termini di musicisti; nel 2023 l’ingresso in formazione del bassista Austin Rolla e del batterista Gabe Seeber, con l’altro chitarrista Vance Valenzuela rimasto l’unico membro fondatore ancora nei ranghi di quello che è ormai diventato un quartetto.
Da queste premesse e soprattutto dal già citato EP è necessario partire per analizzare con senso di causa il nuovo “Between The Worlds Of Life And Death”: come già “Accursed” aveva fatto intendere, infatti, la grossa novità è che il granitico technical death metal degli americani è contaminato da evidenti tracce di black metal, pur rimanendo compatto e suonato con la consueta abilità.
Non si tratta certo di una sorpresa – anche perché la formazione è per tre quarti comune a quella degli Abigail Williams, ed i nuovi arrivati inevitabilmente devono aver portato in dote parte del proprio patrimonio artistico – ma della conferma che le sonorità accennate cinque anni orsono non avevano solamente un carattere transitorio. Oltre al solito lavoro che combina riff pesantissimi ed un growl morboso e feroce ad una batteria che non perde un colpo, questa volta a spiccare è anche il lavoro delle tastiere, un tappeto sinfonico che crea un senso di epica grandezza, amplificate dalla presenza di un violoncello.
La sensazione è quella di ascoltare brani accessibili, dinamici e ricchi di idee, nei quali la tecnica va di pari passo con rinnovate doti di scrittura, e con la capacità di evocare scenari lovecraftiani come se ci fosse un concept studiato a tavolino. Parecchi gli ospiti, e tra questi Wayne Ingram (Wilderun) che si occupa delle orchestrazioni in un paio di pezzi, mentre la chitarra di Christian Münzner (Obscura, Alkaloid) impreziosisce “Uncertain Tomorrow” con un assolo e Donny Burbage (Cradle Of Filth) partecipa ad un paio di pezzi. Tra questi, “Soul Offering” è una discesa negli abissi, guidata dalla batteria di Seeber che viaggia ad una velocità pazzesca, “No Return, No Regret” è un incitamento alla battaglia più sanguinosa, ma è con “Silent Prayers” che si raggiunge l’equilibrio perfetto, una cavalcata maestosa ed oscura che riesce ad amalgamare senza sbavature death e black metal con elementi prog e sinfonici
E’ innegabile che i Vale Of Pnath rientrino nel calderone di band che suonano death metal tecnico con suoni ed attitudine moderna, alla pari di Rivers Of Nihil o The Faceless giusto per fare un paio di esempi, ma “Between The Worlds Of Life And Death” segna una via personale che riesce a coniugare melodia e brutalità, in quello che è, fino a questo momento, l’album più ispirato della loro ancor breve storia.
