VAN HALEN – 5150

Pubblicato il 21/09/2010 da
voto
8.5
  • Band: VAN HALEN
  • Durata: 00:43:02
  • Disponibile dal: 24/03/1986
  • Etichetta: Warner Bros
  • Distributore: Warner Bros
E ora che facciamo? Questo deve essere stato il primo pensiero di Eddie Van Halen e soci all’indomani dell’uscita dal gruppo dell’allora biondocrinito singer David Lee Roth, oramai in litigio perenne coi compagni e convinto che i fan avrebbero seguito in massa lui lasciando nella polvere gli ex compagni. Anche la Warner Bros dal canto suo non era molto convinta riguardo il futuro dei Van Halen, tanto da chiedere al gruppo di cambiare ragione sociale, cosa che i ragazzi fecero bene a non accettare. E persino lo storico produttore Ted Templeman, colui che aveva forgiato il sound della band sin dal primo omonimo album, aveva levato le tende ed era fuggito alla corte di Roth. Sembrava la fine. Eppure oggi sappiamo che le cose andarono in ben altro modo: il buon Dave, dopo un inizio col botto (l’EP “Crazy from the Heat” e il successivo album “Eat’em and smile”), vide assottigliarsi sempre di più tanto il numero di fan quanto il suo conto il banca, mentre gli ex soci riempivano le arene di mezzo mondo ed avevano finito le pareti di casa su cui appendere i dischi d’oro e di platino. Infatti, dopo aver reclutato l’ex Montrose (nonché solista di lusso) Sammy Hagar, i Van Halen (ribattezzati dai fan scontenti del cambio di line up “Van Hagar”) con il contributo del produttore Mick Jones (leader dei Foreigner, per i più distratti) realizzarono non solo uno dei loro album più completi, ma anche il primo a finire direttamente al numero 1 della classifica U.S.A.
Grandiosa l’irruenza di “Good Enough”, una sguaiata hard rock song – baciata da uno strepitoso guitar solo di Eddie – che rappresenta la prova del fuoco della new entry Sammy Hagar, il quale dimostra di essere molto più che un semplice rimpiazzo del carismatico showman, grazie al suo cantato potente ed espressivo. Un corposo intro di synth annuncia la successiva “Why Can’t This Be Love”, un mid tempo squisitamente orecchiabile ed altrettanto accattivante, composto per far breccia nelle chart. “Get up” è un puro concentrato di adrenalina nel quale il buon Eddie torna a scatenarsi sulla sua sei corde dando vita ad una performance funambolica sorretto dal potente drumming del fratello Alex e dal puntuale e preciso bass playing di Michael Anthony. Riteniamo che “Dreams”, oltre ad essere l’highlight album, sia uno dei brani migliori mai incisi dalla band, con buona pace dei fanatici della Roth-era. Vi bastano un meraviglioso riff di tastiere, un chorus favoloso e un guitar solo da tramandare ai posteri? Questi tre elementi sono la ricetta vincente di un brano-cardine nella storia dell’hard rock cromato. Un intrigante esercizio di stile chitarristico introduce “Summer Nights”, indovinato mid tempo costruito appositamente per l’ugola d’acciaio di Sammy Hagar, il quale dà l’ennesima prova di trovarsi perfettamente a suo agio nella direzione più soft intrapresa dalla band. La successiva “Best of Both Worlds” appare una vera e propria dichiarazione di intenti di una band rivitalizzata dall’istrionico ‘Red Rocker’, capace di donare il valore aggiunto ad un perfetto anthem per le arene rock. “Love Walks In” è una semi ballad nella quale le tastiere giocano un ruolo fondamentale per l’economia del brano, intrecciandosi ad un guitar work particolarmente raffinato. “5150” si dipana in una struttura piuttosto controversa nell’amalgama non perfettamente riuscita tra le parti solistiche di Van Halen e le linee melodiche di Hagar, risultando leggermente sottotono. In chiusura troviamo “Inside Out”, un episodio alquanto atipico rispetto al mood ‘radio friendly’ del disco, strutturato su un incedere sincopato e su echi funk che tolgono spazio alle solite fughe solistiche di Eddie. L’iniziale smarrimento muta velocemente di fronte a questa ‘coda’ che si rivela in sostanza l’ideale conclusione di una gemma dell’hard rock americano degli anni ’80.

Si ringrazia Diego ‘Dr.Zed’ Zorloni per la concreta collaborazione.

TRACKLIST

  1. Good Enough
  2. Why Can't This Be Love
  3. Get Up
  4. Dreams
  5. Summer Nights
  6. Best of Both Worlds
  7. Love Walks In
  8. 5150
  9. Inside
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