7.0
- Band: VANDEN PLAS
- Durata: 00:48:19
- Disponibile dal: 12/06/2026
- Etichetta:
- Frontiers
C’è stato un periodo, soprattutto negli anni ’90, in cui, sulla scia del successo dei concerti “Unplugged” di MTV, che hanno visto protagonisti decine di artisti, tra cui anche band come Nirvana, Alice In Chains e Pearl Jam, diversi gruppi, pur avvezzi a sonorità dure, si cimentavano con versioni acustiche dei propri brani.
In questo contesto, anche i Vanden Plas, nel 1996, pubblicavano un EP acustico, intitolato “AcCult”, dove proponevano canzoni tratte dal loro album di debutto, “Colour Temple”, accanto a cover di brani più distanti dal loro stile.
Questo “AcCult II” nasce ovviamente in un contesto completamente diverso, ma tutto sommato con un’ispirazione non troppo dissimile, ovvero quella di sperimentare come suonino dei brani che sono stati concepiti come prog metal, ma che qui vengono ‘spogliati’ della strumentazione elettrica (benchè, a dire il vero, Alessandro Del Vecchio non possa far a meno di utilizzare in qualche misura le tastiere per l’assenza di un’orchestra o quanto meno di strumenti ad arco) per essere rivisitati in versione acustica.
Naturalmente, rispetto al 1996, la discografia dei Vanden Plas è ormai decisamente più nutrita, perciò la band tedesca va a pescare una manciata di brani da tutto il proprio background, aggiungendo un paio di cover.
Tra i brani propri, spiccano senz’altro le iniziali “Far Off Grace”, che grazie alla particolarità del riff e della melodia, riesce ad essere davvero magica anche in versione acustica e “Holes In The Sky”, che rende molto bene con la sua carica di pathos. Notevoli anche “Postcard To God”, completamente rivisitata, con un bell’assolo di mellotron e la conclusiva “You Fly”, dove peraltro compare in veste di ospite al sax John Helliwell dei Supertramp.
Completamente riarrangiata anche “Healing Tree”, dove Andy Kuntz duetta con una voce femminile, ma sinceramente per noi continua ad essere preferibile comunque la versione presente su “Beyond Daylight”, mentre “The Ghost Xperiment” rimane forse un po’ troppo legata alla versione originale come impostazione e mantiene una certa potenza che, a momenti, fa quasi dimenticare che si tratti di una versione acustica.
Per quanto riguarda le cover, vengono scelte “Boat On The River” degli Styx e “Nothing Else Matters” dei Metallica: di quest’ultima esisteranno probabilmente migliaia di cover, ma Alessandro Del Vecchio ha l’idea di proporre una versione incentrata principalmente sul piano, con un risultato alquanto originale.
Un disco, dunque, nel quale i Vanden Plas si mettono in gioco: non possiamo fare a meno di osservare come questa non sia magari la dimensione naturale di Stephan Lill, che se la cava comunque egregiamente, ma nei suoi assoli con la chitarra acustica tende a puntare magari più sulla velocità che non sull’espressività, così come in qualche caso, come abbiamo avuto modo di specificare, i musicisti sembrano cercare comunque la potenza piuttosto che le armonie.
Il fatto però che non sia quello che fanno di solito non significa che “AcCult II” nell’insieme non sia riuscito bene, per cui risulterà senz’altro interessante, soprattutto per i fan del gruppo tedesco, riscoprirli in questa diversa veste e apprezzare alcuni dei loro brani in queste differenti versioni.
