VAREGO – Epoch

Pubblicato il 03/11/2016 da
voto
7.5
  • Band: VAREGO
  • Durata: 00:36:31
  • Disponibile dal: 10/10/2016
  • Etichetta: Argonauta Records
  • Distributore: Goodfellas

Ariose atmosfere space aprono le porte di questo ottimo ritorno, per la band ligure, con l’arpeggio delicato di “Alpha Tauri”; il brano viene presto trasfigurato in un assalto post rock di ottima fattura, in cui a compensare l’espansione lisergica le due chitarre di Alberto e Gerolamo inseriscono riff intriganti e fill-in efficacissimi. Le linee vocali, come nel resto del lavoro, sono prevalentemente filtrate e dilatate, un po’ sullo stile di quanto proposto da Urlo negli Ufomammut, sebbene qui si rilevi un’aura leggermente meno cupa. Il tutto, comunque, perfettamente al servizio dell’atmosfera generale, che riporta alla mente anche gli Hawkwind (del resto indiscussi maestri della band di Tortona) e le sperimentazioni progressive dei Voivod. “Dominion” potrebbe quasi avere una O in più nel titolo, per come reinterpreta una certa via contemporanea al doom (sì, il gioco di parole era quello), tra  ritmiche cadenzate (ottimo il lavoro dietro le pelli di Simon) e effluvi fumosi da congrega esoterica. “Flying King” porta in primo piano un approccio curiosamente più alternative e moderno, dalle parti di Mastodon o Kylesa, prima del ritorno alle linee indicate in apertura con la splendida “Phantasma”. Forse il brano più incisivo del lotto  è un concentrato di post-metal definito da una chitarra anche qui massiccia e ritmatissima, molto vicina alle sonorità dei Tool, ma al tempo stesso estremamente personale, ad ulteriore testimonianza che quando ci sono idee e non la ripetizione di stilemi triti e ritriti si riesce davvero a ottenere grandi risultati. Contemporaneamente il cantato di Davide si fa più lacerato e violento, dando perfettamente la misura di come la band sappia offrire anche un ampio, caleidoscopico spettro di sonorità, pur rimanendo se stessa. È un pezzo che ci piace già immaginare nella resa live, ambito in cui i Varego hanno dimostrato di saper rendere alla grande. “Swarms” torna a risonanze eteree e rappresenta l’episodio più vicino a una forma canzone classica, almeno fino all’ossessiva outro. E, visto che non abbiamo resistito a una spiccia descrizione track-by-track, diciamo che “The Cosmic Dome” chiude in bellezza il lavoro, con una prima parte quasi drone e uno sviluppo successivo in linea con il resto dell’album, grazie all’intreccio di una struttura midtempo e una chitarra acidissima, condite da un’ugola trasfigurata in urlo siderale. “Epoch”, arricchito dal lavoro di missaggio del ben noto Billy Anderson, è insomma una perfetta commistione di sludge, psichedelia e post-quel-che-volete, che conferma l’ottima via italiana al genere; attraverso spazi e dimensioni che, per chi ha mestiere, non sembrano presentare più alcun limite.

TRACKLIST

  1. Alpha Tauri
  2. Dominion
  3. Flying King
  4. Phantasma
  5. Swarms
  6. The Cosmic Dome
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