VARIALS – Where The Light Leaves

Pubblicato il 24/02/2026 da
voto
7.0
  • Band: VARIALS
  • Durata: 00:45:11
  • Disponibile dal: 27/02/2026
  • Etichetta:
  • Fearless Records

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Dover sostituire un frontman non è cosa da poco, si sa. Questa dolorosa necessità sembra diventata una faticosa abitudine per i Varials, quartetto di Philadelphia noto per il suono aggressivo, pesante e ibrido, che fonde elementi classici dell’hardcore metallico/beatdown con tocchi di nu metal e groove moderni. Definiti dal secondo disco in studio “In Darkness” (2019), i Varials sono diventati una band di riferimento della costa est degli Stati Uniti per quanto riguarda la musica “da pit” minimale, diretta e cruda, chiamando paragoni con Knocked Loose e Jesus Piece e servendo brani memorabili per la community hardcore/metalcore come “Empire of Dirt”, con lo stesso Bryan Garris, frontman dei succitati Knocked Loose.

Come dicevamo, la band ha cambiato cantante ben tre volte: prima del debutto discografico, quando Travis Tabron ha sostituito Jared Pilieri firmando “Pain Again” (2017) e
“In Darkness” (2019); poi all’alba di “Scars for You to Remember” (2022), quando il chitarrista Mitchell Rogers è diventato vocalist principale, e di nuovo nel 2025, con Skyler Conder a prendere il microfono, in maniera stabile, si spera.
I fan del gruppo possono comunque stare tranquilli a riguardo della direzione sonora, la quale continua sulle coordinate storiche con la stessa attitudine ed intensità, spostandosi leggermente in una direzione più lineare e primitiva e cercando di abbracciare il sound esplosivo dei Knocked Loose nei riff. L’ossatura del disco è composta infatti dalle mazzate senza compromessi di brani come “No Lie Untouched”, “Silent Demise” o “Illusions of Loss”, con quella freddezza dolorosa tipica della costa est, e qualche minima variante sonora nella caotica “Conscious Collapse” e nei brevi spoken di “Your Soul Feeds”. A scatenare il panico durante i prossimi concerti sarà probabilmente la monolitica “The Hurt Chamber”, che con le sue variazioni umorali, i crescendo, le sue parti mosh e il breakdown colossale punta a coinvolgere fisicamente ed emotivamente gli ascoltatori.
Come da tradizione della band, troviamo anche pezzi più strutturati (“Blissful End”), con melodie tormentate ed influenze Deftones (“Romance 2”) o post-hardcore (“I’ll Find The Dark”), insieme interludi che vanno oltre il minuto per donare completezza atmosferica.

E il nuovo arrivato alla voce? Grazie a pochi cambiamenti nelle coordinate stilistiche se la cava bene, tendendo naturalmente ad uno stile più profondo, gutturale e tendente al deathcore, con un’impronta più monolitica e soffocante, ma anche con un pelo più di range grazie all’utilizzo delle urla. Rogers era più viscerale e probabilmente più peculiare, mentre ai primi ascolti Skyler è leggermente più moderno e fresco.

Con variazioni minimali nel proprio sound e un’attitudine immutata, “Where The Light Leaves” non fa che consolidare il percorso della band di Philadelphia, con un altro disco incazzato, convinto e godibile, che andrà a minimizzare le continue variazioni di line-up. Forse qualche slancio creativo fuori dalla propria zona di comfort avrebbe giovato al quarto disco in studio, ma probabilmente il cambio di cantante è già un twist più che sufficiente.

 

TRACKLIST

  1. “Where The Light Leaves
  2. No Lie Untouched
  3. Illusions Of Loss
  4. Conscious Collapse
  5. Your Soul Feeds
  6. The Hurt Chamber
  7. [wouldyoufollowme]
  8. Silent Demise
  9. Blissful End
  10. Romance II
  11. Metanoia
  12. I’ll Find the Dark
  13. [intothequiet]
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