6.0
- Band: VEIL OF MAYA
- Durata: 00:28:11
- Disponibile dal: 28/02/2012
- Etichetta:
- Sumerian Records
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Spiace dirlo, ma i Veil Of Maya sembrano aver fatto un passo indietro rispetto a un paio di anni fa. Sul fortunato “[id]”, l’allontanamento dalle sonorità un po’ caotiche degli esordi alla volta di lidi dove il Meshuggah-sound conviveva con trame più morbide li aveva portati a sviluppare una formula più matura e gradevole, ma il nuovo “Eclipse” rappresenta solo in parte una nuova tappa di questo percorso. Nonostante esuli da quella logorroicità ridondante e dispersiva rinvenibile in tanti lavori “djent”/metal-core di oggi – risultando, così, maggiormente conciso e mirato – il disco soffre a tratti di un eccesso di formalismo e di una scrittura un po’ involuta e macchinosa, che svela forse un pizzico di stanchezza in seno alla band… o comunque un momento di ispirazione non brillantissimo. La scelta di dare alle stampe una nuova opera ogni anno e mezzo circa, intervallata da tour estenuanti, forse alla lunga sta consumando il quartetto statunitense, che, talmente preso da questa routine, dà l’impressione di non avere più molto tempo per ragionare e per curare ogni riff come vorrebbe. Quasi implicito, quindi, che gli episodi migliori di “Eclipse” siano quelli più melodici e ariosi (“Winter Is Coming Soon”, “The Glass Slide”) o quelli in cui le trame sonore appaiono più genuine e libere dalle solite formule a cui praticamente ogni gruppo del roster Sumerian Records sembra debba aderire per forza. Per il resto, sono i consueti grovigli meshugghiani a farla da padrone, per un’eccessiva perfezione formale che, come accennato, a dispetto anche di un uso delle tastiere un pelo più consistente del solito, produce qualche risultato stantio e ripetitivo di troppo. Album che indubbiamente si lascia ascoltare, ma che non emoziona granchè.
