VEIL OF MAYA – Matriarch

Pubblicato il 29/06/2015 da
voto
7.0
  • Band: VEIL OF MAYA
  • Durata: 00:36:03
  • Disponibile dal: 12/05/2015
  • Etichetta: Sumerian Records
  • Distributore:

Ah, Sumerian! La Signora etichetta, creatura dell’instancabile Ash Avildsen, sembra non stare mai ferma, tra band, web series e film in uscita (con la nuova branca Sumerian Films), ritagliandosi un posto di massimo rilievo nel panorama del metallo più mainstream. Dopo la gallina dalle uova d’oro Asking Alexandria, i qui presenti Veil Of Maya possono essere considerati il secondo prodotto più “hyped” del roster della label californiana, avendo contribuito in buona parte all’esplosione del tanto amato/odiato movimento djent. La fatica n° 5 del combo di Chicago, presentato da un artwork al contempo bellissimo e iper-cafone, il quale sembra essere stato scippato da uno qualsiasi degli episodi della saga di Final Fantasy, ci propone, a livello di mere strutture musicali, la solita ricetta alla quale i fan sono stati abituati:  chitarre ribassatissime, tempi iper-groovy e contorti, growl nervoso e strutture arzigogolate, il tutto senza mai creare i soliti mal di testa con i quali spesso si deve fare i conti all’interno del genere. Quest’ultimo lavoro dei VOM, però, è il primo della discografia della band a fare ricorso (in quasi ogni episodio) alle clean vocals. Prendendo come esempio lampante del nuovo sound dei nostri il singolone “Mikasa”, ci rendiamo subito conto come i Veil Of Maya siano passati dal deathcore degli esordi, ad un morbido metalcore da classifica, con in più però, le solite ritmiche cangianti e i breakdown spezzacollo. Prima che i fan inizino a gridare allo scandalo e a dare fuoco alle proprio magliette della band in piazza, vi diciamo che, ad onore del vero, abbiamo a che fare con un lavoro godibilissimo, ricco di pezzi interessanti e ficcanti, con una maggiore morbidezza sonora ed una minore ridondanza. Onestamente, dopo il solo discreto “Eclipse” del 2012, i ragazzotti dell’Illinois sembravano aver dato fondo a tutta la loro vena creativa, muovendosi in un pericoloso limbo all’interno della sufficienza, e quindi era probabilmente il caso di dare un rinfrescata all’ambiente. Ad ogni modo, tra gli episodi che hanno colpito maggiormente il nostro interesse ci sentiamo di consigliarvi “Lucy”, pezzo di deathcore pachidermico che si sviluppa in un bridge gradevolmente melodico senza risultare stucchevole, “Three-Fifty”,  dal chorus quasi post-hardcore, oppure ancora le ritmiche punkeggianti di “Ellie”, che sfocia in un’outro che sembra venire direttamente dal futuro distopico della saga di “Terminator”, oltre alla già citata hit “Mikasa”. Inutile dire che quest’opera dei Veil Of Maya ’15 sta vendendo un botto, e che la cara Sumerian sta gongolando per l’ennesimo successo commerciale. Ma a dispetto di questa virata verso il mainstream, siamo rimasti piuttosto soddisfatti da questo “Matriarch”, il quale dimostra ancora una volta come i Veil Of Maya, piaccia o meno, debbano essere considerati di diritto come una delle band di riferimento per il metallo di questa controversa decade.

TRACKLIST

  1. Nyu
  2. Leeloo
  3. Ellie
  4. Lucy
  5. Mikasa
  6. Aeris
  7. Three-Fifty
  8. Phoenix
  9. Matriarch
  10. Teleute
  11. Daenerys
  12. Lisbeth
1 commento
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.