VEIL OF SECRETS – Dead Poetry

Pubblicato il 07/12/2020 da
voto
7.0
  • Band: VEIL OF SECRETS
  • Durata: 00:48:22
  • Disponibile dal: 30/11/2020
  • Etichetta:
  • Crime Records

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Un ritorno inaspettato e ormai inatteso, quello che riporta sulle scene internazionali Vibeke Stene, la storica vocalist degli scandinavi Tristania, fra le band precursori, o comunque temporalmente venuta alla luce poco dopo le formazioni davvero seminali (Theatre Of Tragedy, The Third And The Mortal, Dismal Euphony), del doom-gothic metal a doppia voce d’origine norvegese. Tale comeback improvviso si materializza in “Dead Poetry”, prima opera sulla lunga distanza per la nuova creatura Veil Of Secrets, completati nella lineup ufficiale da Asgeir Mickelson, anch’egli ben noto nella scena per aver prestato i servigi da batterista a, fra gli altri, Borknagar, Ihsahn e anche Testament in sede live.
Asgeir, in questo progetto nuovo di pacca, si dedica alla composizione di tutta la musica e, oltre ovviamente a stare dietro le pelli, ha suonato anche le chitarre ed il basso. La Stene, chiaramente, ha fornito il suo cristallino apporto in sede di voce, testi e ricerca delle giuste melodie. Completano poi la formazione, sebbene non come membri ufficiali, il vocalist/chitarrista Erling Malm e la violinista Sareeta (Ram-Zet), per proporre in maniera più completa e a largo spettro uno stile decisamente retrò ma non per questo scevro da sezioni originali e particolarmente convincenti. Il risultato finale di “Dead Poetry”, difatti, pare subito, se non proprio eccezionale, almeno onesto e sentito, con una manciata di buoni pezzi prodotti ed interpretati in modo scarno e crudo: il mixing effettuato ai Toproom Studio è quello caratteristico di questi noti studi norvegesi, ma soprattutto l’impressione è quella che Mickelson abbia voluto dare a tutti i brani un taglio ritmico molto semplice, quadrato e potente, componendo riff classicamente doom e gothic ma che sono in grado benissimo di trovare velocemente lo spunto melodico, groovy o addirittura vicino ad un thrash edulcorato e mai frenetico; in più, sono pochissimi i fill di batteria, le velocità elevate o comunque un approccio molto tecnico ed invasivo al drumming, tutto viene lasciato di basso profilo, anche per dare modo e tempo alla voce e alle armonie di Vibeke Stene di farsi strada in modo subdolo e suadente tra le orecchie del fruitore.
Un ottimo esempio di quanto scriviamo arriva subito con l’opener e singolo “The Last Attempt”, con il quale si viene schienati in tempo zero da una serie di riff ficcanti molto azzeccati e dal contrasto esagerato con la calma e la pacatezza delle vocals; in più gli interventi di violino, i rallentamenti doom e una toccante sezione di chitarra acustica tramutano tale canzone in un bell’esercizio di memoria storica, quando questi brani cupi, oscuri, malinconici ma anche prepotenti erano all’ordine del giorno. Il growl della controparte maschile, Erling Malm, è decisamente in secondo piano ma nel corso della tracklist ha modo di farsi valere, come ad esempio nella più aggressiva “Bryd”, episodio breve, diretto e molto coinvolgente che si divide in due tronconi, il primo commovente ed il secondo da headbanging pieno e capelli roteanti. Alcuni interventi solisti – chitarra, violino e chitarra acustica – si fanno particolarmente apprezzare per l’intensità, il tempismo e la maturità con il quale vengono inseriti all’interno delle composizioni, che lo ripetiamo, denotano un’onestà ed una veracità di base rimarchevole.
I Veil Of Secrets sono un gruppo che non vuole ribaltare, e né ne avrebbe le capacità probabilmente, un genere parecchio definito, ma quello che ci fa ascoltare in questo debutto intitolato “Dead Poetry” ci basta e avanza per stimolare la nostra curiosità nel progetto, per ora presentatosi al via con tutti i crismi per fare bene. Per nostalgici ma non solo.

 

TRACKLIST

  1. The Last Attempt
  2. Sear The Fallen
  3. Remorseful Heart
  4. The Lie Of Her Properity
  5. Fey
  6. Bryd
  7. Meson
  8. Entirety
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