VEILBURNER – VLBRNR

Pubblicato il 02/12/2022 da
voto
7.0
  • Band: VEILBURNER
  • Durata: 00:56:18
  • Disponibile dal: 02/12/2022
  • Etichetta:
  • Transcending Obscurity

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Gli americani Veilburner sono ormai arrivati al sesto album di una carriera che li ha visti in costante evoluzione, paladini di una sperimentazione che sembra non aver mai fine, tanto che, probabilmente, questo è il loro maggior pregio e insieme il loro peggior difetto.
Questo nuovo “VLBRNR” prosegue grosso modo sulla stessa strada dei capitoli precedenti: come nel caso di “Lurkers In The Capsule Of Skull”, ci troviamo di fronte ad un ottimo album dal punto di vista formale, a cui manca quell’ultimo allungo per raggiungere un livello qualitativo superiore, anche se, come vedremo, qualche piccolo passo avanti è stato fatto. Quello che gli statunitensi propongono è un black metal sovente sporcato dal death metal o dall’industrial e che tende ad avvicinarsi senza un criterio selettivo a tutto ciò che sa di avanguardia, dagli Arcturus ai Deathspell Omega, fino ai The Ruins Of Beverast e a qualche accenno ai loro connazionali Nachtmystium. Il duo non scarseggia di certo in audacia, anzi, il difetto più evidente è quello di voler stupire a tutti i costi con soluzioni inusuali, ma efficaci solo in parte: quindi riff dissonanti a profusione, voci che spaziano dallo screaming al growl fino alle clean vocals in un batter d’occhio, tempi improbabili, il tutto suonato con grande maestria, in un vortice che, però, in alcuni episodi esalta ed in altri risulta eccessivamente frenetico. Si può pensare che i Veilburner conoscano bene la materia, ma che ogni tanto vogliano strafare, eccedendo in stranezze o mettendo troppa carne al fuoco, anche se, bisogna ammetterlo, ciò accade meno frequentemente che in passato, tanto che “VLBRNR” sembra più centrato dei dischi precedenti, soprattutto nei frangenti in cui i due decidono di spingere sull’acceleratore.
Peccato che non tutto il materiale sia sullo stesso livello, poiché alcuni momenti sono veramente ottimi, come il connubio tra brutalità e melodia di “Envexomous Hex” (con tanto di theremin), “Lo! Heirs To The Serpent”, che riesce nell’impresa di suonare folk nonostante sia una sorta di assalto frontale, e, infine,, “Interim Oblivion”, con un intermezzo acustico jazzato da brividi.
Tirando le somme, un lavoro molto difficile da interpretare: le luci sono sicuramente molto più numerose delle ombre, ma, allo stesso tempo, da una band con queste potenzialità era lecito aspettarsi qualcosa di più. L’impressione è che ci siano ancora margini di miglioramento e che se gli americani riuscissero finalmente a mettere un freno alla propria eccessiva esuberanza potremmo trovarci di fronte a qualcosa di veramente interessante.

TRACKLIST

  1. VI (Vulgar Incantations)
  2. Envexomous Hex
  3. Interim Oblivion
  4. Lo! Heirs To tThe Serpent
  5. Burning The Veil
  6. Unorthodoxagon
  7. Repulsed By The Light
  8. None So Hideous
  9. Exhibitionism In Limbo
  10. Ruin
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