5.0
- Band: VEILCASTE
- Durata: 00:40:41
- Disponibile dal: 10/02/2023
- Etichetta:
- Wise Blood Records
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Secondo album in ben otto anni per i Veilcaste, band peraltro attiva pre-2020 sotto il nome Conjurer (da non confondersi con la ben più interessante band inglese) e autrice di uno split con i Tusk nel 2022; gli americani portano oggi a compimento un nuovo lavoro consistente di quaranta minuti del proprio sedicente ‘spacey doom’ culminanti in questo “Precipice”.
Partiamo subito dicendo che questi cinque ragazzi di Indianapolis suonano un doom/sludge/stoner piuttosto lento, che dosa melodia a una certa durezza nell’esecuzione e capace di giocare in alcuni punti con un cantato pulito ad intrecciarsi con delle intuizioni musicali che spiccano, seppur brevemente, all’interno del disco. Parliamo di brani come “Dust & Bone” e al suo un incedere piuttosto spensierato, con qualche passaggio trasognante in grado di ricordarci quasi i Tiamat, o, ancora, dell’aggressiva “Relapse of Reason”, abbastanza oscura e con un discreto riff in apertura, che non suona per niente male.
A parte però qualche guizzo, il disco è decisamente deludente nella sua interezza; a fronte infatti di qualche momento felice, ad esempio nei riff, i Veilcaste tendono ad allungare il brodo, andando a tirare sin troppo per le lunghe brani che altrimenti non sarebbero nemmeno così brutti (“Asunder Skies” suonerebbe molto bene se non fosse lunga sei minuti senza una vera e propria ragione), con un risultato in alcuni casi scontato e banalotto e delle soluzioni da garage band senza apparenti nozioni di scrittura e arrangiamento. Va detto inoltre che in alcune parti il cantato sembra svogliato, senza mordente, cosa che affossa non poco il ‘mood’ al di là dell’effettivo valore della band.
Insomma, “Precipice” tende a stancare molto velocemente, e i suoi momenti buoni sono decisamente nascosti da ingenuità difficilmente perdonabili a una band attiva da più di dieci anni. C’è di peggio in giro, ma anche molto di meglio: concentriamoci su quest’ultimo.
