VENOM – Into Oblivion

Pubblicato il 28/04/2026 da
voto
7.0
  • Band: VENOM
  • Durata: 00:43:47
  • Disponibile dal: 01/05/2026
  • Etichetta:
  • BMG
  • Noise Records

“Il marchio è mio!”. “No, è mio!”. “Siamo noi i veri Venom!”.Ma cosa dici? Ti sbagli di grosso, i Venom li ho fondati io, e sono pure l’autore delle canzoni più famose”: da una parte Cronos, dall’altra Mantas, con Abaddon di spalla a sostenerlo nella battaglia legale contro l’ex collega.
Vecchi, vecchissimi amici che ora, con il passare degli anni, si ‘divertono’ a bisticciare a suon di comunicati, di cause intentate, di inviti non corrisposti; il tutto in nome di quel moniker che, volenti o nolenti, ha fatto a suo modo la storia del metallo più cupo e svalvolato.
Senza dilungarci troppo in una cronologia discografica che gli appassionati dovrebbero conoscere quantomeno a memoria, quello dei Venom non è mai stato puramente un black metal – e neppure thrash, a dirla tutta. I loro primi tre album avevano tuttavia un qualcosa che andava oltre il quadro già energico e trasgressivo esploso in terra britannica nei primi anni Ottanta con l’avvento della NWOBHM.
La loro follia, la loro beata ignoranza giovanile, che li portò ad aprire le porte dell’inferno sonoro e della volgarità linguistica, li fece balzare in cima alla classifica delle band più becere e cattive del momento, influenzando moltissimi ragazzi che li prenderanno poi come punto di riferimento per i loro progetti in fatto di musica estrema.
Il pentacolo di “Welcome To Hell” (1981), la croce rovesciata di “At War With Satan” (1984), inframmezzati dal demone in bianco e nero di “Black Metal”, rilasciato nel 1982 e bollato, oltre che dalla sempiterna “Countess Bathory”, anche dalla stessa title-track, il cui refrain si concludeva con il grido di battaglia “Lay down your soul to the gods rock’n’roll”: un urlo sgraziato rimesso sapientemente (o furbescamente) in pista oggi dallo stesso Cronos per lanciare il singolo apripista del nuovo album “Into Oblivion” – il sedicesimo in carriera firmato Venom – dove pure la copertina ha dei tratti somatici già visti in passato; il demone è sempre quello, ma la mano che lo ha disegnato è divenuta nel frattempo digitale (con la AI in prima linea per accaparrarsi i probabili diritti d’autore).

“Into Oblivion” giunge a otto anni di distanza dall’altalenante e frettoloso “Storm The Gates” il quale aveva sostanzialmente deluso le aspettative dei fan dopo il discreto “From the Very Depths” uscito tre anni prima.
Cosa aspettarci, quindi? Senza tanti giri di parole, possiamo considerarlo come una via di mezzo tra gli ultimi due lavori: sicuramente più ispirato di “Storm The Gates”, il nuovo Venom si fa apprezzare per una serie di brani che, inevitabilmente, vanno a toccare le corde grevi delle storiche produzioni (“Lay Down Your Soul”, “Death the Leveller” e “Kicked Outta Hell”) giocando sulla cara formula di un caos primordiale, qui messo a fuoco e valorizzato dal granitico lavoro portato a termine da Rage (chitarra) e Danté (batteria), veri trascinatori del gruppo, con un Cronos in secondo piano (nel vero senso della parola) intento a lanciare il proprio ringhio con risultati non sempre così soddisfacenti.
Non tutto, infatti, fila liscio: da un lato una produzione ancora una volta da scantinato, e il voler a tutti i costi ricordare i vecchi fasti non basta come giustificazione. Dall’altra, una seconda parte di album abbastanza discutibile: se si esclude infatti la conclusiva “Unholy Mother”, con fraseggi blackened tutto sommato accettabili, i brani che la precedono, almeno sino a “Legend”, seguono il medesimo canovaccio, poco dinamico e per nulla coinvolgente, con “Dogs Of War” a vincere il premio di peggior canzone non solo del disco, ma anche forse dell’intera carriera dei nostri; l’altra faccia della medaglia, in contrapposizione ad una prima metà invece più accattivante, guidata dall’arabeggiante e tumultuosa title-track, con il classico incedere alla Venom in grado di cogliere l’interesse dell’ascoltatore.

Luci ed ombre, riprendendo le tonalità dell’odierna cover, che chiudono il sipario dietro al nuovo capitolo partorito dalla band inglese.
Lasciando quindi da parte i prossimi colpi di scena, legali o meno, teniamoci per buono ciò che più conta, la musica, con tutti i suoi pregi e difetti, ed in questo, “Into Oblivion” ricalca in pieno lo stato di forma attuale di Cronos e compagni: tanto integerrimi nel proseguire a pestare i pugni, utilizzando l’arma dei fasti selvaggi, quanto vulnerabili nel trovare soluzioni alternative ad un copione storicamente poco volubile.
Cronos non molla l’osso e rinnova l’appuntamento con i ‘suoi’ Venom. Prendere o lasciare.

TRACKLIST

  1. Into Oblivion
  2. Lay Down Your Soul
  3. Nevermore
  4. Man & Beast
  5. Death the Leveller
  6. As Above So Below
  7. Kicked Outta Hell
  8. Legend
  9. Live Loud
  10. Metal Bloody Metal
  11. Dogs of War
  12. Deathwitch
  13. Unholy Mother
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