VENOMOUS SKELETON – Drowning in Circles

Pubblicato il 18/02/2020 da
voto
8.0
  • Band: VENOMOUS SKELETON
  • Durata: 00:35:52
  • Disponibile dal: 23/01/2020
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Nove anni. Tanto è passato da quel “Transformation” che, nella primavera del 2011, gettava sul circuito death metal internazionale l’ombra minacciosa dei Sonne Adam, spalancando nel contempo le porte al revival old school che ancora oggi imperversa a più latitudini grazie al lavoro di etichette come la Dark Descent o la Pulverised o di happening come l’ormai semileggendario Kill-Town Death Fest. Un lasso di tempo enorme, durante il quale la formazione israeliana si è limitata a rilasciare una compilation (“Messengers of Desolate Ways”) e a sostenere un paio di tournée europee (da ricordare quella in compagnia dei Grave), salvo poi ritornare nelle tenebre da cui era emersa con il suo carico di angoscia e visioni infernali.
Qual è, dunque, la relazione fra la suddetta creatura musicale e i Venomous Skeleton? Molto semplicemente, il fatto che i tre membri di questi ultimi facciano anche parte della line-up dei Sonne Adam, con tutto ciò che ne consegue in termini di autorevolezza del songwriting e hype da parte di chi – come chi scrive – ama un certo tipo di sonorità. Sarebbe sbagliato però considerare “Drowning in Circles” una mera appendice del repertorio dei più celebri fratelli maggiori: racchiusi in una produzione organica e vibrante, i nove capitoli di questo inatteso debut album si rifanno inevitabilmente al medesimo immaginario di fine anni Ottanta/inizio anni Novanta, ma è altrettanto vero che nel loro dipanarsi non sembrano molto interessati a seguire l’andamento di una “We Who Worship the Black” o di una “Take Me Back to Where I Belong”; le digressioni doom à la “Gothic” vengono infatti rimpiazzate da un perfido afflato black/death/thrash che rimanda ai pionieri Sadistic Intent e Possessed, e che sommato alle immancabili influenze Morbid Angel e Incantation indirizza il tutto verso registri più ritmati e ferali rispetto a quanto inizialmente pronosticabile.
Un suono arcaico, bestiale e squisitamente vintage, interpretato con un piglio da gelare il sangue nelle vene e ridare lustro al concetto di Male, fra sibili agghiaccianti (“Taste the Celestial Blood”), invocazioni all’Abisso (“Alevas San Tatianas Aleli”) e una conoscenza sopraffina su come debba suonare un’opera di questo tipo. D’altronde, Davidov e compagni non hanno mai avuto bisogno di ricorrere a trucchi per veicolare le loro idee; pochi sentitissimi riff, una scrittura ordinata che si guarda bene dallo sfociare in inutili elucubrazioni e l’Inferno è qui, in mezzo a noi. A fronte di tanta intensità, non ci resta che premere il tasto ‘play’ e assaporarne ancora una volta il sapore di bile, morte e zolfo.

TRACKLIST

  1. Dawn of the Beholders
  2. Divine Realm of Existence
  3. Tomb of the Restless Soul
  4. Alevas San Tatianas Aleli
  5. Chalice to the Other World
  6. Taste the Celestial Blood
  7. Curse of the Moon
  8. Hallucinogenic Sulfuric Mantra
  9. Drowning in Circles
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