VENTHIAX – Rites Of Ra

Pubblicato il 27/02/2026 da
voto
6.0
  • Band: VENTHIAX
  • Durata: 00:20:06
  • Disponibile dal: 27/02/2026
  • Etichetta:
  • Dying Victims Productions

Spotify:

Apple Music:

Nel mondo della vecchia scuola è ormai assodata l’equazione per cui ‘il’ thrash per antonomasia equivale appunto alle sonorità che vanno dai Nifelheim agli Slayer di “Show No Mercy”, con tutto quello che ci può stare in mezzo (Tormentor, Törr, primi Sodom, primi Kreator); in sostanza, quindi, la primissima ondata (soprattutto europea), niente che superi il 1985. Tutto il resto non esiste o non è così interessante per un pubblico via via sempre più oltranzista e chiuso anche per gli standard del proprio genere di riferimento, già di per sé sufficientemente avulso a qualsiasi cosa non rientri in quei canoni, come si evince anche dalle nuove uscite (vedi ad esempio buona parte del catalogo della stessa Dying Victims Productions, che si occupa della realizzazione di questo lavoro, ma è un discorso che possiamo estendere anche alle line-up di buona parte dei festival europei come Keep It True, The Abyss, Muskelnrock o simili).

Oggi parliamo del secondo EP degli svedesi thrashers Venthiax, giovanissima formazione nata con l’obiettivo di diventare “la band più forte e spietata della regione di Huskvarna/Jönköping”. Se era questa la mira, ci sono anche riusciti, ma puntare a competere col mondo esterno non è così facile. Come molte release odierne, dal punto di vista della produzione non c’è molto da recriminare:  e il mood generale è molto al passo coi tempi ed in particolare i suoni delle chitarre sono molto buoni.
Sul lato compositivo, invece, non possiamo essere ugualmente entusiasti: se è vero che alcuni pezzi, tra cui “Rites of Ra” (con quel bridge ‘arabeggiante’ al minuto 01:28) e “Infernal Demise”, sono effettivamente scritti bene e con dei ritornelli che convincono, nel complesso l’EP è molto elementare e scarno.
La scelta è quella dell’ortodossia ad ogni costo: ci si attiene al verbo e si propongono riff semplici, diretti al punto, che non fanno mistero di provenire da un determinato contesto e di avere certe influenze (esattamente come accennavamo qualche riga sopra). Non c’è quindi molto che permetta a questo trio di emergere rispetto ad una massa uniforme, ed è tutto molto prevedibile, come dimostrano i restanti quattro brani.
Certo, è vero che nel 2026 inventare nuove, pioneristiche strade (specialmente, come detto, in un genere come il thrash) è impresa difficile, ma è altrettanto vero che non ci si può ridurre, con un’offerta musicale così vasta come quella odierna, a fare riferimento sempre e solo ai quattro/cinque nomi di richiamo; allo stesso modo, se è il pubblico stesso degli ascoltatori a richiederlo (qui, come in altri generi musicali), il problema è più generale – e più profondo.
La situazione potrebbe migliorare un pochino se si inserisse ogni tanto qualche elemento di varietà: per esempio, evitando di mettere troppo riverbero alla voce e puntare su un cantato più riconoscibile, oppure anche, parlando del basso, scrivere delle linee che abbiano un senso al di là di quello che fa la chitarra, dando così un dinamismo al brano e non limitandosi al seguire il percorso tracciato dalla sei corde.

Consigliamo quindi ai ragazzi, se c’è l’entusiasmo di portare avanti questo progetto, di puntare tutto sulla personalità e non su quello che le persone si aspettano da certo revival old-school in questo periodo storico.

 

TRACKLIST

  1. Warfare
  2. Rites of Ra
  3. Infernal Demise
  4. Speed Metal Mayhem
  5. Dawn of Terror
  6. The Omen's Arrival
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.