VENUS 5 – March Of The Venus 5

Pubblicato il 09/03/2026 da
voto
6.5
  • Band: VENUS 5
  • Durata: 00:39:34
  • Disponibile dal: 20/03/2026
  • Etichetta:
  • Frontiers

Le Venus 5 – gruppo capeggiato da cinque artiste provenienti da realtà come Hell in the Club e Sick N’ Beautiful – propongono un heavy metal caratterizzato da voci rock, raschianti e veraci, che costruiscono un ponte sonoro con band come Halestorm, i primissimi In This Moment o i nostrani Lacuna Coil.
Un approccio canoro, questo, che si distacca consapevolmente e piacevolmente dai virtuosismi lirici e dalle orchestrazioni sinfoniche di formazioni come Nightwish o Epica, privilegiando una declinazione della voce femminile più diretta ed energica. Una scelta a nostra opinione azzeccata, in grado di portare una sana diversità nel panorama metal, spesso composto da band che tendono ad adagiarsi sulla comfort zone di formule collaudate.

“March Of The Venus 5” rappresenta la seconda fatica discografica del gruppo, e si pone immediatamente come un prodotto coeso in cui le cinque cantanti dimostrano di sapere il fatto loro, specialmente per quanto riguarda la capacità tecnica nel muoversi su diversi registri vocali. Le parti cantate risultano essere solide, ben strutturate, capaci di sostenersi autonomamente e di donare carattere ai brani, nonostante un album che – dal punto di vista strumentale – non brilla certo per innovazione.
La sezione ritmica si muove su binari piuttosto standardizzati, mentre le chitarre propongono riff classici ed efficaci, senza però osare troppo nell’esplorazione di territori non battuti. L’aspetto più interessante dell’intero lavoro strumentale risiede forse negli elementi elettronici e nelle tastiere che permeano quasi tutti i brani, modernizzando un sound altrimenti ancorato agli anni Ottanta e Novanta.
Tracce come “Set Me Free” o “Stereotypes” fanno largo uso di synth e layer elettronici, in grado di fondersi bene con la struttura rock dei pezzi, regalando freschezza e personalità ad un genere che rischia sempre di suonare datato se non viene sapientemente reinterpretato.

Andando a focalizzarsi sulle aree di miglioramento dobbiamo sottolineare come, dopo alcuni ascolti, si percepisca una certa uniformità tra i vari brani proposti. Manca ancora quella traccia capace di uscire significativamente dal coro, quel brano che rimanga impresso e spinga a tornare sull’album; così come mancano ancora scossoni o cambi di direzione più decisi, creando un’esperienza complessivamente gradevole ma che fatica a lasciare il segno nella memoria dell’ascoltatore.
Un altro aspetto quantomeno curioso riguarda la presenza di Serena Torti e Aldo Lonobile, invitati rispettivamente come voce e chitarra aggiuntiva: considerando che la band conta già cinque cantanti e un chitarrista, non si comprende bene la necessità di tali collaborazioni, che peraltro non vengono nemmeno citate come veri e propri featuring.
Allo stesso modo, ascoltando l’opera si nota come risulti praticamente impossibile associare i timbri vocali alle singole cantanti – sia perché questi tendono ad assomigliarsi per stile, sia perché i nomi di queste non vengono mai indicati esplicitamente nei brani in cui ricoprono un ruolo principale.
Questo però non rappresenta un problema di per sè, anzi sicuramente evidenzia una scelta stilistica lodevole, che privilegia l’identità collettiva della band rispetto alla valorizzazione delle singole personalità.

“March Of The Venus 5” è un album che si lascia ascoltare senza infamia e senza lode, un prodotto discreto di una band che ha ancora bisogno di rodaggio per trovare una caratterizzazione davvero distintiva all’interno di un panorama hard and heavy già piuttosto affollato.
Le fondamenta ci sono tutte – buone capacità vocali, produzione solida e idee moderne sul lato strumentale – ma serve ancora quel qualcosa in più, quella scintilla compositiva capace di far brillare le Venus 5 in mezzo alla miriade di album metal rilasciati ogni anno e che, detto chiaramente, spesso tendono a somigliarsi un po’ troppo tra loro.
Chiudiamo la recensione con la speranza che questo sia solo il secondo album di una compagine giovane e capace di regalarci un risultato promettente. Siamo sicuri che con maggiore esperienza e una ricerca più approfondita di una propria identità sonora, le Venus 5 potrebbero trasformarsi nei prossimi anni da interessante progetto a punto di riferimento nel panorama del metal.

TRACKLIST

  1. March Of The Venus 5
  2. Like A Witch
  3. Far Away
  4. Set Me Free
  5. Stereotypes
  6. Surrender
  7. Satelite
  8. Invincible
  9. Winter On My Skin
  10. Take It From The Start
  11. The Other Shore
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