VERATRUM – Mondi Sospesi

Pubblicato il 08/08/2015 da
voto
6.0
  • Band: VERATRUM
  • Durata: 00:41:06
  • Disponibile dal: 06/04/2015
  • Etichetta: Beyond Productions
  • Distributore: Masterpiece

I bergamaschi Veratrum sono una band dall’indole molto coraggiosa, a cui piace osare senza porsi troppi limiti. Questo spirito, in linea di principio, fa loro onore, in quanto ascoltando “Mondi Sospesi” ci rendiamo conto di essere alle prese con un disco dall’indole progressive più che con un semplice gruppo tradizionalmente black-death metal. Certo, le basi su cui si fondano le composizioni sono sostanzialmente quelle: blast beat e ritmiche death metal, riff che strizzano l’occhio a Dissection o Belphegor. Tuttavia,  a queste si vanno ad aggiungere atmosfere grandiose e monumentali alla Behemoth e Fleshgod Apocalypse. Talvolta queste aperture divengono ancor più maestose e pompose (forse un po’ troppo?), lanciando ritornelli molto, molto orecchiabili, talvolta persino con voci femminili. È apprezzabile il coraggio e la voglia di questi ragazzi di sperimentare, spaziare, aprire quanti più orizzonti musicali possibile, ma certi passaggi non ci sono parsi proprio così centrati e logici. A onor del vero, le idee, se prese singolarmente, non sono scadenti, anzi: i Veratrum riescono per lo più ad essere credibili quando si tuffano nelle parti estreme, dimostrando anche una discreta padronanza tecnica; così come sono piacevoli i chorus melodici (magari un po’ troppo ‘pop’ per chi si cimenta in sonorità più estreme). Complessivamente però, ascoltando “Mondi Sospesi” abbiamo avuto la sensazione che si passasse un po’ troppo spesso ‘di palo in frasca’, da atmosfere e sonorità troppo distanti tra loro e messe in comunicazione in maniera improvvisa e – talvolta – improvvisata. Bella comunque la scelta dei testi poetici in italiano, anche se dei versi così raffinati stridono e non sempre riescono a rendere al meglio nei frangenti di growl più gutturale. “Mondi Sospesi” è un disco anomalo, di difficile comprensione ed assimilazione, potenzialmente adatto a tutti ma che allo stesso modo potrebbe non piacere a nessuno; un lavoro fatto di luci ed ombre, di gran bei momenti e di qualche calo di tensione. Onestamente, potessimo lasciare vuoto il campo del voto, lo faremmo volentieri, in quanto mai come in questo caso chi scrive è consapevole che la valutazione potrebbe tranquillamente essere stravolta sia in senso positivo che in senso negativo. Il consiglio è dunque quello di provare ad ascoltare i Veratrum per farsi un’idea e un’opinione: sicuramente per l’impegno meritano una possibilità.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Un Canto
  3. Il Culto Della Pietra
  4. Etemenanki
  5. Il Tempo Del Cerchio
  6. Quando In Alto
  7. Davanti Alla Verità
  8. H Nea Babylon
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