VERMIN WOMB – Decline

Pubblicato il 09/11/2016 da
voto
7.0
  • Band: VERMIN WOMB
  • Durata: 00:23:05
  • Disponibile dal: 28/10/2016
  • Etichetta:
  • Translation Loss

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Che botta. Dobbiamo ancora finire di riprenderci dall’ultimo EP degli Unyielding Love che un nuovo massacro in salsa grindcore ci cala addosso come un martello sull’incudine. Dal Regno Unito ci spostiamo però negli Stati Uniti, dove Ethan Lee McCarthy (voce e chitarra dei temibili Primitive Man) torna all’assalto con un progetto non meno spregevole e negativo della sua band madre, accompagnato dal batterista J.P. Damon e dal bassista Zach Harlan (ex-Clinging to the Trees of a Forest Fire). Già resisi protagonisti di un notevole EP un paio d’anni fa, i Vermin Womb provano a bissare il colpo con questo loro debut album, condensando in una tracklist di circa ventitré minuti una gamma di influenze che definire caustiche sarebbe quantomeno riduttivo. Prendete un guitar work ruvido e dissonante, a metà strada tra Rotten Sound e Portal, impiantatelo su basi ritmiche tese fino allo spasimo, da cui trapela una forte passione nei confronti di certo crust-grind americano, e, per finire, cospargete il tutto con scorie sludge e black metal. Quello che otterrete sarà “Decline”, disco che mira dritto al punto per spazzarvi via e seppellirvi sotto una colata di melma e rancore, sorvolando su qualsiasi rifinitura o smussamento a livello di songwriting. I brani – a partire dalla catramosa opener “Entomb” – si susseguono in una sorta di flusso di coscienza, rendendo difficile il compito di isolarli e distinguerli gli uni dagli altri, e questo se vogliamo è l’unico vero limite dell’opera. Si guarda all’insieme, all’impatto generale, secondo un andamento omogeneo che smorza inevitabilmente la profondità delle strutture e degli arrangiamenti, mentre sullo sfondo riecheggiano urla in grado di gelare il sangue nelle vene. Poco male, comunque: se l’intento del terzetto era quello di evocare un suono metropolitano e ridondante, intriso in ogni sua particella di odio e malessere, allora l’obiettivo può dirsi abbondantemente raggiunto. Quel che si dice un esordio convincente.

TRACKLIST

  1. Entomb
  2. Industrialist
  3. Disrepair
  4. Present Day
  5. Rank & File
  6. Pitiless
  7. Age of Neglect
  8. Inner World
  9. Slave Money
  10. Cancer
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