7.0
- Band: VERTIGINOUS
- Durata: 00:30:22
- Disponibile dal: 07/08/2026
- Etichetta:
- Comatose Music
La scena death metal indonesiana continua a confermare una vitalità impressionante, alimentata da una quantità di musicisti capaci di muoversi con disinvoltura tra progetti paralleli e produzioni (underground) di livello sempre più alto. I Vertiginous rientrano pienamente in questo fermento: il progetto guidato dal giovane polistrumentista Hendika Dwi Prasetyo, già coinvolto in numerose realtà del circuito locale, giunge al secondo album con “Incessant Affliction”, una prova che sottolinea la crescita di un autore che evidentemente inizia a essere interessato non soltanto alla violenza fine a sé stessa, ma anche alla costruzione di brani dotati di una precisa identità. Al suo fianco troviamo Jossi Bima al growling, incaricato di dare voce a una materia sonora tanto fosca quanto articolata.
Dopo aver apprezzato recentemente l’esordio dei Vile Desolation, altro progetto in cui è coinvolto Prasetyo, è interessante osservare come anche i Vertiginous seguano una direzione riconducibile al medesimo filone brutal death metal, senza però limitarsi a riproporre una serie di formule già ampiamente esplorate. Chiaramente, “Incessant Affliction” resta nel suo insieme un disco assai frenetico, pesante e tecnico, tuttavia possiede, almeno in alcuni casi, anche una qualità spesso trascurata in questo ambito: una certa capacità di rendere i propri passaggi immediatamente riconoscibili. Parlare di accessibilità in un contesto simile può sembrare quasi un controsenso, ma il punto non è certo una semplificazione del linguaggio; piuttosto, riguarda il modo in cui il duo riesce a organizzare il magma, lasciando emergere riff e soluzioni che non si dissolvono completamente nella complessità. Una parte del fascino di questo tipo di proposta risiede nella ricerca di strutture sempre più intricate, claustrofobiche e imprevedibili. I Vertiginous, almeno a tratti, scelgono invece una strada leggermente diversa: la loro musica resta estremamente intensa, ma evita di trasformarsi in un esercizio di pura congestione sonora. Hendika Dwi Prasetyo dimostra un buon orecchio e senso della composizione, alternando registri senza ricorrere continuamente alla classica successione di esplosioni di blast-beat da un lato e derive slam dall’altro. Il risultato è un flusso più dinamico, dove la violenza rimane centrale ma viene sostenuta da una scrittura più attenta, con varie sfumature intermedie, dissonanze e groove ben calibrati.
Brani come “Suffering, Misery and Slaughtering”, “Engraved Loathing” e “Uncertainty in Abstract Destiny”, sviluppati su durate piuttosto ampie, mostrano bene questa caratteristica. Le tracce avanzano attraverso numerose variazioni, fondendo sezioni tecniche e momenti più incisivi senza perdere il filo conduttore. Non sono semplici accumuli di passaggi estremi: ogni cambio sembra avere una funzione precisa e contribuisce a lasciare qualcosa di significativo. È una sensazione non così comune in un genere dove spesso la prima reazione all’ascolto è più legata alla valutazione della difficoltà esecutiva che al desiderio di tornare immediatamente su un brano per riscoprirne i dettagli.
Va quindi detto che non tutto il materiale mantiene lo stesso livello di ispirazione: alcuni episodi risultano meno caratterizzati e non tutti i pezzi riescono a lasciare un’impronta altrettanto netta. Tuttavia, l’idea alla base di “Incessant Affliction” è apprezzabile e su molti aspetti si avverte, nel complesso, un indubbio passo in avanti rispetto al più ordinario debut album “Reek of Putrefaction on Excruciating Lust”.
Per chi segue con interesse il panorama death metal indonesiano, o per gli ascoltatori che hanno trovato stimoli nelle recenti prove di realtà come Submerged e Anal Stabwound, oltre ai riferimenti ormai consolidati di Disgorge, Disentomb e Defeated Sanity, i Vertiginous rappresentano insomma un nome da tenere d’occhio. “Incessant Affliction” non è ancora un lavoro completamente definitivo, ma è una conferma concreta di un percorso in crescita.
