VERWOED – De Val

Pubblicato il 08/06/2019 da
voto
7.0
  • Band: VERWOED
  • Durata: 00:32:13
  • Disponibile dal: 23/05/2019
  • Etichetta: Sentient Ruin
  • Distributore:

Nell’eterno dibattersi fra bestialità sfrenata e ricerca di percorsi labirintici, fuori dai canoni e misteriosi, il black metal può anche schiudersi a interpretazioni che non pendano per forza di cose verso una di queste due linee di condotta, andando quindi a estrapolare sonorità versatili e ingegnose senza doversi nascondere dietro uno spesso ermetismo. È il caso di “De Val” dell’one-man band denominata Verwoed, frutto della multiforme scena metallica olandese. Quella che dalla voglia di sperimentazione ed esplorazione del Roadburn pare essersi fatta contagiare, portando molti musicisti del panorama ‘alternativo’ dei Paesi Bassi a produrre opere che non si accontentino di muoversi in solchi profondi e consolidati e provino, al contrario, ad aggiungere qualcosa di nuovo.
“De Val” è un album che sposa gli andamenti chitarristici tentacolari e in costante mutazione di molto black metal attuale, quello progressivo, mistico, concettuale ma pur sempre puntuto delle scuole islandesi e greca, oppure di alcuni giovani act tedeschi. Un incedere liquido che gioca le sue carte sulle sovrapposizioni, le dissonanze, l’aprirsi a un dondolio ipnotico nel quale il maligno diventa sostanza vaporosa e intangibile e l’induzione nella trance meditativa pare essere un obiettivo prefisso con determinazione. Nel caso dei Verwoed, traspare un’agilità d’azione nient’affatto comune, non si assiste a un’ostinata complicazione del discorso, anche gli elementi meno categorizzabili rispondono a un disegno complessivo limpido, valorizzato da una produzione orientata alla definizione del suono e delle sue pieghe, non all’effetto stordente e alla creazione del caos.
Il meglio il disco lo offre nel suo scivolare verso la psichedelia, nello spogliarsi dei tratti più estremi a favore di arpeggiati puliti che richiamano una forma di metal pura e a stento assimilabile a un orientamento metallico netto. “De Val” esplora l’oscurità in musica mantenendo dei punti di riferimento abbastanza chiari, esprime armonie e melodie di ampio respiro e le cavalca per incutere timori e vagheggiare in un’ombrosità poliedrica, sospesa in una dimensione intangibile. Un agglomerato sonoro variopinto, la cui breve durata porta a eliminare in toto dispersioni e sentori di autoindulgenza. Di converso, si nota l’assenza di passaggi incendiari e di momenti di veemente rapimento. Se la compattezza è una caratteristica preminente dell’album, un vago senso di incompiutezza si fa strada con gli ascolti, come se alcune idee avessero meritato una maggiore persistenza e uno sviluppo più compiuto. Da un certo punto di vista, Erik B., il musicista dietro il progetto, si è frenato, forse per un bisogno di sintesi e omogeneità del materiale. Indizio delle possibili ramificazioni future, lo straniante finale di “Verder dan het licht”, appannaggio di Ryanne van Dorst dei Dool: serviranno altri spunti simili in futuro per sfornare un disco veramente memorabile.

TRACKLIST

  1. De Val
  2. De Kwelling van het Bestaan
  3. Vergif
  4. het Bedriegende Oog
  5. Verder Dan Het Licht
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