VETER DAEMONAZ – Muse Of The Damned

Pubblicato il 23/06/2022 da
voto
7.0
  • Band: VETER DAEMONAZ
  • Durata: 00:42:27
  • Disponibile dal: 24/06/2022
  • Etichetta:
  • Osmose Productions

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È un’esistenza tortuosa quella vissuta fino a questo momento dai Veter Demonaz, band proveniente dal sottobosco di San Pietroburgo e nominalmente attiva da oltre dodici anni, anche se solo una manciata di brani – tra singoli ed EP – ha avuto diffusione, e non proprio in maniera capillare.
Come potrete immaginare siamo di fronte al loro primo full-length, che vede la luce sotto l’egida di Osmose, a testimonianza delle alte aspettative verso questo combo, i cui membri sono peraltro attivi anche in altre band dell’area (Pyre, Thou Shalt Fall, Doomsday Cult, per citarne alcune) e hanno le idee chiare su cosa suonare: un black metal ragionato e ricco di atmosfera, ma senza troppi fronzoli. Partendo dagli elementi più ricercati, si nota subito come le tastiere, mai troppo invasive, vengono usate per implementare la componente più epica, andando a raddoppiare in pochi momenti le chitarre o a simulare dei veri e propri cori (“Under The Banners Of Night”); viene inserito un lungo inserto acustico, lento e meditativo, che mostra la capacità di costruire dinamiche interessanti, oltre a permettere di rifiatare (“Twilight”, non a caso posta a metà del disco), così come si chiude con melodie delicate l’intero disco, potremmo dire quasi da tradizione. Per il resto vincono i brani incalzanti e adrenalinici, in cui tuttavia la cura per i riff – sotto la furia sonora – risulta evidente (“The Conqueror’s Crown”, “The Sun Into The Kingdom Of The Blind”), così come l’influenza dell’ormai consolidata scena black dell’Est Europa: Mgla su tutti, complici anche le sonorità dissonanti e oscure che emergono per contrasto, ma anche elementi quasi death nel suono delle chitarre e in certe soluzioni vocali. C’è una ricchezza di melodie e di armonie che si schiudono dopo un po’ di ascolti molto interessante, insomma, ma al tempo stesso risiede forse qui l’unico limite di un disco sicuramente d’impatto: la lunga gestazione – o quanto meno il tempo richiesto per sentire un esordio sulla lunga distanza e coadiuvato dal supporto di un’etichetta ‘forte’ – porta purtroppo i Veter Demonaz a essere un po’ fuori tempo massimo per destare un vero senso di stupore.
Resta comunque un prodotto di qualità elevata, e arriviamo anzi a dire che i riff gelidi e le ritmiche serrate sono i veri punti di forza del disco, quando l’euforia selvaggia prende il sopravvento sulle atmosfere (“Moon Sorcery”), e pur guardando ancora più indietro, la band russa ne guadagna in piglio ed efficacia.

TRACKLIST

  1. Muse Of The Damned Part I
  2. Under The Banners of Night
  3. The Conqueror's Crown
  4. Twilight
  5. Moon Sorcery
  6. The Sun Into The Kingdom Of The Blind
  7. The Thread
  8. Muse Of The Damned Part II
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