VÉVAKI – Fórnspeki

Pubblicato il 07/11/2022 da
voto
7.0
  • Band: VÉVAKI
  • Durata: 00:40:30
  • Disponibile dal: 28/10/2022
  • Etichetta:
  • Season Of Mist

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Sempre più spesso musica, ricerca spirituale e natura tornano ad intrecciarsi in una nuova concezione di musica folk: che sia reazione estrema ad una quotidianità troppo frettolosamente moderna, desiderio estremo di ritrovare se stessi in una dimensione più primordiale o ricerca vigile delle proprie radici, è innegabile che negli ultimi anni si stia assistendo ad una nuova ‘primavera’ di questo tipo di musica ‘ancestrale’, più o meno arcaizzante ma capace di trasmettere emozioni senza nome. Certo, sicuramente il fatto che si sia guardato, in tempi recenti, con rinnovato interesse a Nord, riesumando epopee norrene e saghe vichinghe anche nella cultura pop a noi più contemporanea è stato un veicolo importante di diffusione a più livelli, ma crediamo che la fortuna di questo tipo di sonorità non sia ascrivibile soltanto alle tendenze veicolate da mode e consumi, quanto nella forza evocativa che sprigiona un certo modo, nuovamente codificato, di cantare e suonare strumenti acustici o tradizionali.
Vévaki, partito nel 2020 come progetto solista e giunto, diventando un gruppo vero e proprio, in questo autunno alla seconda uscita (per Season Of Mist) con “Fórnspeki”, costituisce una puntuale testimonianza del discorso affrontato poc’anzi: Will Hunter, cantante e polistrumentista mente del progetto, ha unito le proprie forze in pianta stabile con Sigurboði Grétarsson, Gísli Gunnarsson e Hrafnhildur Inga Guðjónsdóttir nella creazione di un lavoro neofolk vibrante, mistico e arcaizzante.
Nei quasi tre quarti d’ora di musica assorta, ritmata da percussioni cadenzate, ghironde, corde battenti e cori potenti, il colletivo di musicisti crea un vero e proprio panorama dai tratti quasi cinematografici, intessendo, come ad esempio in “Dísablót”, colori silvani, odore di muschio, stagioni morenti, saghe dimenticate e ghiaccio all’orizzonte. Fondendo con abilità i viaggi intimisti dei Tenhi con le sperimentazioni cultuali degli Heilung e la maestosa – e ineguagliabile – perizia aedica dei Wardruna, i Vévaki confezionano un disco particolare tracciando, negli intrecci di voci femminili cristalline e vocalità maschili più gutturali o cerimoniali, nel pizzicare le corde, nel battere le pelli tese dei tamburi, la propria ricerca mistica. Nelle cadenze baritonali di “Heimdalagaldr” e “Jötnablót” e nei momenti più raccolti (“Gestaþáttr”), però, non c’è il tentativo di voler pedissequamente ritrarre una determinata epoca storica o una specifica cultura antica; anche se per forza di cose la formazione di Einar Selvik torna più volte in mente (soprattutto nella modulazione della voce maschile), Hunter e soci costruiscono con la musica di “Fórnspeki” la propria liturgia pagana, che modula dal Nord scandinavo e gelido per poi trasformarsi, canzone dopo canzone, volgendo il proprio sguardo altrove.
Un disco per accompagnare riflessioni solitarie e meditabonde, mentre l’autunno cambia il respiro dei boschi.

TRACKLIST

  1. Brynhildarljóð
  2. Heimdalagaldr
  3. Hreingálknir
  4. Jötnablót
  5. Griðastaðr
  6. Dísablót
  7. Gestaþáttr
  8. Vitrun
  9. Varðloka
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