7.5
- Band: VHALDEMAR
- Durata: 00:50:51
- Disponibile dal: 17/11/2003
- Etichetta:
- Arise Records
- Distributore: Frontiers
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Gli spagnoli Vhaldemar fanno il loro esordio nel 2002 con “Fight To The End” disco che, stando a quanto si disse allora, rappresentò un buon punto di partenza. I nostri scelgono l’inglese per i loro testi, fatto abbastanza inusuale per un ensemble iberico che generalmente preferisce adottare la lingua madre, a causa di vistose difficoltà di pronuncia; ma in questo caso c’è da dire che la dizione del singer Carlos Escudero appare ineccepibile. “I Made My Own Hell” è un bel disco, ben prodotto e suonato alla grande da musicisti tecnicamente molto preparati; dal punto di vista stilistico le citazioni da gruppi come Manowar, Manilla Road, Gamma Ray si sprecano, ma il lavoro risulta comunque gradevole ed energico. Tra i pezzi meglio riusciti trova sicuramente spazio la title-track, il cui inizio è scandito da un coro epico che fa da preambolo a un pezzo speed che ricorda molto i Manilla Road, specie nel cantato di Escudero. Anche la seguente “Braking All The Rules” fa la sua figura e stilisticamente, soprattutto per quel che riguarda i cori, ricorda i Gamma Ray; per quel che concerne il cantato, il nume tutelare è sicuramente Eric Adams, mentre gli assoli di chitarra – tutte scale di stampo classico – devono tutto a Malmsteen. Molto ben riuscita anche “Old King’s Visions”, impreziosita da un coro centrale di sicuro effetto che ricorda molto “The Silence” dei Gamma Ray”. I Vhaldemar non inventano nulla di nuovo e sicuramente non era questo il loro obiettivo… piuttosto forse questi ragazzi vogliono solamente suonare la loro musica preferita in maniera onesta e devota alla causa dell’heavy metal più fiero e intransigente. E, aggiungerei, ci sono riusciti bene.
