VINTERSORG – The Focusing Blur

Pubblicato il 17/02/2004 da
voto
8.5
  • Band: VINTERSORG
  • Durata:
  • Disponibile dal: 16/02/2004
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Sono passati due anni dalla pubblicazione del controverso “Visions From The Spiral Generator”, album che ha segnato l’allontanamento definitivo di molti degli estimatori di vecchia data del mastermind svedese. Incurante del glorioso passato degli Otyg e dei suoi primissimi tre lavori come one man band, Vintersorg sembra decisamente intenzionato a proseguire quel percorso evolutivo che, da “Cosmic Genesis” in poi, lo ha portato a mescolare elementi musicalmente sempre più intricati e prog-oriented al folk/black degli albori. Ormai quando si ha tra le mani un lavoro della coppia Vintersorg/Mattias Marklund non si sa con certezza cosa aspettarsi, se non un album complesso, trasversale e pieno di intuizioni al limite del delirio lirico/musicale. “The Focusing Blur” non fa eccezione, al primo ascolto sorprende, spiazza e lascia col desiderio impellente di penetrarne ogni singola parte. Davvero pochi gruppi hanno la personalità per suscitare un coinvolgimento e una curiosità così marcati nell’ascoltatore. Nel caso di Vintersorg e di quello che la sua mente crea (non solo in quest’ambito, chi già lo segue sa che scrive poesie e che ha un grande interesse per l’arte, la matematica e la filosofia), ci si può riferire all’immagine di un uomo sempre in bilico sul labile confine tra genio e pazzia. “The Focusing Blur” aggiunge ulteriori sviluppi alle evoluzioni vintersorghiane, sperimentando per la prima volta una struttura di forte omogeneità tematico-musicale come il concept. All’interno di un progetto di questo tipo assistiamo all’eliminazione definitiva dei testi in svedese, nonostante il loro fortissimo potere evocativo, e all’espunzione ulteriore di parti di attitudine più extreme. Quest’ultima considerazione non deve portarvi a pensare che le opere di Vintersorg stiano progressivamente perdendo fascino, energia ed impatto. Semplicemente tutto questo va ora cercato nella sofisticata complessità delle composizioni, nella varietà dei temi e delle soluzioni strumentali. Ogni momento della storia è sottolineato dai cambi drammatici più adatti, quasi si trattasse di un vorticoso pulsare di forze contrastanti, ciascuna con la propria identità. Il soggetto principale di “The Focusing Blur” è un viaggio attraverso il lato oscuro della materia, volto ad interrogarsi sulla natura del rapporto uomo-realtà e sull’essenza fenomenica stessa. Un’indagine sulla annosa connessione tra la scienza e il destino; tra la certezza e l’irrazionale; tra il visibile e l’onirico; tra l’ordine e il caos. Tutto è congegnato alla maniera di un dialogo allegorico medievale, tra la personificazione di un Everyman e quella della materia, con tanto di morale finale. Le dodici song hanno dell’incredibile già solo per la complessità allucinata con la quale vengono esposte teorie cosmologiche, leggi fisiche, intuizioni geometrico-empiriste e leciti dubbi umani sull’ineffabilità di una conoscenza certa di ciò che sembra sfuggire al controllo dei mortali. Questa ricchezza di concetti, poetizzati in modo visionario da un Vintersorg ispiratissimo, rimanda musicalmente ad un’epoca di indefinito passato, in cui l’ascoltatore diviene spettatore di continui sconvolgimenti e continue trasformazioni del reale. Il dubbio e il rapporto conoscenza-follia sono i nuclei critici e profondamente umani di tutta l’analisi, conclusa con un’esaltazione della ragione e dell’intuizione come suo opposto necessario verso la conoscenza. Vintersorg si avvale anche qui della preziosa collaborazione dei due mostri Asgeir Mickelson e Steve Di Giorgio, che confezionano prove ottime, esaltando la contemporaneità gelida e meccanica, ma appassionata, delle sonorità dell’album. In un contesto di sperimentazione portato alle estreme conseguenze, emerge una sezione ritmica dal gusto creativo fine e coinvolgente, ma che sa trasformarsi in furia piena. Il dinamismo di una lettura prog come sempre personalissima è il tratto più emozionante, oltre all’oggettiva maestria strettamente tecnica dei due musicisti. L’eclettismo vocale del mastermind è totalmente delirante, tra stile da folk-ballad, growl, toni alti da lui poco sperimentati finora, cori da pazzo ubriaco, inserti recitati e vocals dolenti. Le chitarre vanno di pari passo, stravaganti, anarchiche e, nei frequenti momenti acustici, davvero indimenticabili. L’uso delle keys e dei synth dimostra una cura e una classe sempre in crescita, inframmezzandosi perfettamente nei brani e contribuendo a dare connotati atmosferici inediti. In definitiva Vintersorg ha la grande dote di saper accostare complessità liriche e strutturali senza partorire musica concettosa e poco emozionante. Superfluo sarebbe dilungarsi in una descrizione precisa track-by-track, non esiste un calo o una sbavatura in questo ricettacolo di stimoli e stili. Lasciatevi risucchiare nelle spirali cosmiche di “The Focusing Blur”, oltrepassate le cortine che separano l’esistenza dal caos universale, cedete al nuovo paganesimo Vintersorghiano. Un album spiazzante e bellissimo.

TRACKLIST

  1. Prologue Dialogue - The Reason
  2. The Essence
  3. The Thesis's Seasons
  4. Matrix Odyssey
  5. Star Puzzled
  6. A Sphere In A Sphere? (to infinity)
  7. A Microscopical Macrocosm
  8. Blindsight Complexity
  9. Dark Matter Mystery - Blackbody Spectrum
  10. Curtains
  11. Artifacts Of Chaos (instrumental)
  12. Epilogue Metalogue - Sharpen Your Mind Tools
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