8.0
- Band: VINTERSORG
- Durata: 01:01:29
- Disponibile dal: 26/09/2025
- Etichetta:
- Hammerheart Records
Andreas Hedlund, in arte Vintersorg, è uno di quegli artisti che centellinano le proprie uscite, pubblicando materiale solo quando effettivamente ha qualcosa di interessante da dire, riuscendo in questo modo a evitare quella routine che magari permette a molti altri musicisti di campare, ma che fa tanti danni all’ispirazione pura e semplice.
Avevamo lasciato Vintersorg nel 2017 con la pubblicazione di “Till Fjälls Del II”, il seguito del suo storico debutto, che riportava Hedlund a quelle sonorità degli esordi tanto apprezzate da chi segue la sua musica.
Se gli inizi della sua carriera, infatti, vedevano il polistrumentista svedese omaggiare le terre del Nord con un gelido abbraccio tra folk e black metal, con il passare del tempo la sua musica si era spostata su atmosfere cosmiche, esplorando soluzioni più vicine all’avantgarde che ben si sposavano con le tematiche filosofiche affrontate da Hedlund. Era stato proprio “Till Fjälls Del II” a segnare un ritorno alle origini, con un recupero delle sonorità degli esordi, pur rilette con la maturità e la sensibilità di un artista che, nel mentre, ha continuato la sua ricerca sonora e spirituale.
Il nuovo “Vattenkrafternas Spel”, come si può evincere già guardando la copertina, continua a celebrare la natura incontaminata delle terre del Nord, il silenzio e la quiete del ghiaccio, interrotti solo dal suono cristallino dell’acqua che scorre.
Sono sufficienti i primi secondi di “Efter Dis Kommer Dimma” per rendersi conto della strada intrapresa da Vintersorg: atmosfere maestose, ritmi sostenuti, la furia del black metal unita alla melodia della tradizione folk. Rispetto al suo predecessore, in particolare, ci sembra che la componente melodica sia stata ulteriormente enfatizzata, con l’uso di orchestrazioni molto più evidenti e con un’abbondanza di cori che sì, potrebbero ammorbidire un po’ troppo il suono per chi cerca la componente più ferina della musica di Vintersorg, ma al tempo stesso rendono il tutto avvolgente ed esaltante.
D’altra parte, parliamo di un artista che ha sempre avuto una forte componente melodica e che non ha mai affidato tutto alla pura aggressività, tutt’altro.
Gli arrangiamenti sono curatissimi e stratificati, con una trama ritmica sempre efficace, su cui si appoggiano le trame vocali, sia pulite che in screaming, strati di tastiere, strumenti acustici ed elettrici.
Lo stile dell’album è molto coeso e le differenze si apprezzano soprattutto nella varietà dei dettagli e nella capacità di Vintersorg di bilanciare tutti gli elementi del proprio sound, senza che nessuno prevalga sull’altro. Per gusto personale, abbiamo apprezzato particolarmente proprio gli episodi più ‘epici’, come “Malströmsbrus” o la splendida “Ur Älv Och Å”, ma il lettore non immagini di trovarsi di fronte a quel tipico folk metal alcolico di band come i Korpiklaani: la musica di Vintersorg è sì trascinante, ma sempre con quel senso di grandezza che si può percepire solo di fronte ai grandi spettacoli della Natura incontaminata.
Piuttosto, questo sì, laddove “Till Fjälls Del II” si addentrava in atmosfere più notturne, il viaggio di “Vattenkrafternas Spel” è accompagnato dalla luce del sole che si riverbera sul ghiaccio perenne in uno splendido e abbacinante spettacolo.
Chiaramente non abbiamo a che fare con uno di quei lavori seminali o con un cambio di rotta dirompente: quello di Vintersorg è semplicemente il nuovo capitolo di una carriera solidissima, con pochissimi punti deboli e un percorso sempre coerente ed affascinante.
