voto
6.5
6.5
- Band: VIOLENT EVE
- Durata: 00:49:43
- Disponibile dal: 13/01/2011
- Etichetta:
- Noisehead Records
Spotify:
Apple Music non ancora disponibile
Da un paese come la Spagna tutto ci si aspetta meno che una band come i qui presenti Violent Eve: abituati alla tradizione power spagnola fatta di bands di successo come Dark Moor, Mägo De Oz, Avalanch e Tierra Santa si rimane basiti dall’assalto frontale messo in piedi da questo quintetto che arriva dalla caliente Madrid. Per descrivere il suono dei Violent Eve bisogna tirare in ballo nomi altisonanti come God Forbid, Pantera e Lamb of God, il tutto senza tralasciare una componente ritmica che talvolta sfocia in lidi death: la pesantezza del suono delle chitarre e la continua presenza di break e ripartenze non concede attimi di respiro per la quasi totalità del lavoro risultando talvolta leggermente asfissiante nella suo incedere che non lascia molto spazio a sorprese. Decisamente più varia e carica di brio la performance di Zyrus al microfono, convincente in ugual misura nelle parti di growl e negli intermezzi in cantato pulito: il miscuglio di elementi death, groove e metalcore funziona a dovere per tutta la prima parte del lavoro, con picchi riscontrabili nelle riuscite “O.W.L.”, “Priests Of Corruption” e “Infected Herd”. Il suono monolitico e carico di distorsione risulta a lungo andare un’arma a doppio taglio: purtroppo non basta qualche samplers e qualche soluzione in cantato pulito a risollevare qualche episodio eccessivamente accademico come “Obtruder” o “Despise Your Messiah”, tracce insipide che sfigurano se confrontate con i brani più riusciti dell’opera. Come avrete intuito ci troviamo di fronte al classico album senza infamia e senza lode: la bontà dei riff e delle soluzioni ritmiche purtroppo non va di pari passo con i brani stessi, poco dinamici e confinati in una violenza a volte troppo fine a se stessa: qualche melodia e una maggiore cura per i ritornelli avrebbe senza dubbio conferito al lavoro qualche elemento maggiormente memorabile. Un debut che fa comunque ben sperare per il futuro: un ascolto sul loro myspace non sarà tempo perso.
