7.0
- Band: VIRGIN BLACK
- Durata: 01:14:29
- Disponibile dal: 28/07/2003
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Spin-go
Donna mutante, figura indistinta dietro a veli misteriosi che ne celano l’identità, rosa nera che perde i petali ad ogni cambio di stagione, vergine nera abile ad uccidere con lo sguardo sofferente. Elegante e morente come il titolo dell’album appunto, “Elegant… And Dying”, espressione perfetta per indicare un reame sonoro in cui questa figura tetra si aggira, quasi silenziosamente. I Virgin Black sono una band australiana giunta al secondo full lenght dopo l’ottimo “Sombre Romantic”. Il gruppo ha affilato le sue armi, ha svestito l’abito metal per indossarne uno più leggero, ma non per questo meno attraente. Difficile parlare della proposta musicale dei Virgin Black, un gruppo che fa musica misteriosa, dal colore nero, un nero però che presenta innumerevoli sfumature, come gli stati d’animo di una persona impazzita. Arpeggi solitari creano atmosfere pesanti ed angoscianti, giri di pianoforte struggenti dal gusto classico; una voce inquietante eppur così distinta, unica, ammaliante. Le chitarre metal non sono prepotenti come nel doom metal, ma ci sono anche se la musica solitamente è minimalista. C’è l’aria pesante del doom metal senza che la band suoni doom, c’è la tensione escatologica cui arriva raramente la musica estrema o gotica, c’è una dimensione nera nella quale sprofondare. Il gruppo sta cercando di ritagliarsi uno spazio simile a quello conquistato dai Type O Negative, abili a costruirsi un genere proprio elaborando con personalità correnti di vari generi. C’è l’eco del folk apocalittico, la morbosa quiete dei Death in June, il lamento disturbante dei Sopor Aeternus; i Virgin Black sono tutte queste cose assieme, e molto altro. Le canzoni sono lunghe, una persino supera il quarto d’ora e sono adatte ad un ascoltatore che riesca a sopportare un certo livello di pesantezza e lentezza sonora. Questo album è inferiore al predecessore, forse perché suona meno nuovo, forse per essere ancora più pesante al limite della noia (senza però mai raggiungerla, e questo sfiorarla esalta la tensione ed il gusto di chi ascolta) o per aver linee vocali meno ispirate. Quello che piace dei Virgin Black è questa oscurità indefinibile che macchia ogni canzone; un gruppo che gioca sull’aspetto psicologico della musica più che sulla sensibilità. Opprimente e malsano, in alcuni punti il cd è disturbante come il suono di una viola scordata, e ciò significa che la band ha colto nel segno anche questa volta; è stata abile a trasmettere molto attraverso una musica che a tratti è assai minimalista, e non mancano poi momenti elegiaci di grande pathos. Non sarà un gruppo tanto capace da coinvolgere le grandi masse, ma di certo la Vergine Nera sa farsi notare.
