VITRIOL – Chrysalis

Pubblicato il 15/05/2019 da
voto
7.0
  • Band: VITRIOL (GER)
  • Durata: 00:20:45
  • Disponibile dal: 19/04/2019
  • Etichetta: Iron Bonehead Prod.
  • Distributore:

Il death metal spigoloso, contorto ed enigmatico non finisce di vomitare nuove inquietanti realtà nell’underground. I Vitriol provengono da Norimberga e, come accade non di rado per chi suona questo genere, non fanno sapere quasi nulla di sé. Alle spalle un solo demo nel 2016, adesso un EP di due tracce che presenta un approccio oltranzista, ma lucido e devoto a rappresentare un sound dettagliato e per alcuni aspetti sfuggente. Da una parte, ci si dedica a sfuriate molto movimentate e tormentate da un chitarrismo schizzato, teso verso il caos, slabbrato e sfumato di sporcizia black metal dei primordi o addirittura odorante di malsano crust. Su un altro versante, abbondano le dissonanze, le torsioni verso assoli allucinati e partiture deviate che paiono voler fuggire lontano dal death metal, pur portandosi appresso tutto il suo carico di brutalità e violenza. Quando i tempi rallentano, si scivola invece in uno stato di strana trance, la voce si trasforma in uno strascicato mormorio e si entra in una dimensione di enorme disagio, pregna di miasmi e negatività.
Un dipanarsi di registri ammorbanti che non dimentica la forza della tradizione e presenta chiare le stimmate di molte pubblicazioni marchiate Iron Bonehead: ostilità orgogliosa, architettura stramba e difficile da decifrare ai primi ascolti, suoni esotici disseminati come trappole all’interno delle tracce, a interrompere tellurici flussi strumentali. Un composto frullato con attenzione e cosparso su canzoni di durata ragguardevole – a cavallo dei dieci minuti – calibrato per avere un dosaggio equo di accelerazioni laceranti e sbeffeggianti la linearità e la lievitazione in una dark-ambient spettrale, oasi di freddo da cripta dove più che rifiatare si rimane in apnea, in attesa di quel che potrebbe accadere dopo. Per stare nel catalogo della famigerata etichetta tedesca, vi sono analogie con un altro prodotto ferale e dai toni eccentrici come “SeroLogiikal Scars (Vertex of Dementiia)” dei Khthoniik Cerviiks, anch’esso dedito a bastonare senza requie e a spaziare in suoni effettati e ricercati. Plauso ai Vitriol per non essersi persi in un vicolo cieco, perché le canzoni colpiscono nel segno per una costruzione priva di punti di incertezza, dritta al punto e non prolissa anche nelle derive più indefinite. Insomma, non un saggio di inascoltabilità spacciato per arte avanguardistica, piuttosto un parto di metal estremo selvaggio e di nicchia che sa abbinare conoscenza dei fondamentali e desiderio di spingersi oltre.

TRACKLIST

  1. Swarming Segments, Spirit Splinte
  2. Soma Somnambulistic Trance
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