7.0
- Band: VITRIOL (USA)
- Durata: 00:16:48
- Disponibile dal: 30/11/2018
- Etichetta:
- Everlasting Spew Records
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I Vitriol nascono nel 2011 e questa è la prima edizione su supporto fisico del loro EP di debutto “Pain Will Define Their Death”, originariamente uscito in digitale nel tardo 2017. Il gruppo statunitense si è accordato con l’italiana Everlasting Spew Records per la pubblicazione in CD e vinile 7″ di questa sua prima opera, certamente una prova di cui tenere conto se si è in vena di death metal alienante e oltranzista. “Pain…” si caratterizza infatti per una una portentosa miscela di death metal e patinature black: una sfuriata accecante che consente al trio di Portland di accedere a territori di un mondo immateriale fatto di odio e tormento. La tracklist – tre tracce più il recente singolo “The Parting of a Neck” incluso come bonus – si configura come un percorso di sofferenza in bilico fra i gironi dell’oltretomba e un universo alieno e siderale. La base della proposta è un death metal corposo e tetragono in cui non è difficile scovare influenze dei vecchi Hate Eternal; a corredo, troviamo atmosfere gelide e un’impostazione ritmica meccanica e spietata che riporta alla mente gli Anaal Nathrakh, gli Zyklon dei primi due album o i cugini Myrkskog. L’avvio del lavoro, con la furente title track, mostra da subito i contorni di un territorio infernale, nel quale i Vitriol si muovono come anime sofferenti, nervose e perennemente inquiete. La persistenza e la pervasività della chitarra di Kyle Rasmussen e della sezione ritmica è attraversata da urla inumane e lacerate che indirizzano il sound lungo percorsi tanto tormentati, quanto lucidi e letali. Si apprezza il buon gusto nell’architettare cambi di tempo netti e ficcanti pur restando sempre su registri molto intensi: il gruppo non scende a compromessi, ma non spinge il piede sull’acceleratore a caso. Di certo il formato EP è ideale per favorire l’efficacia di tutto questo innato fervore: anche se non vi sono veri e propri vuoti, la breve durata complessiva impedisce che l’approccio intransigente del gruppo venga a noia o si traduca in un lotto di brani monocorde e in un rumorismo invasato fine a se stesso. Ora si fa largo la curiosità di vedere come i Vitriol si evolveranno e gestiranno la prova del full-length. Nel frattempo, ci godiamo l’ascolto di “Pain Will Define Their Death”, che rimane un notevole primo biglietto da visita.
