VOICE OF RUIN – Cold Epiphany

Pubblicato il 28/11/2023 da
voto
5.5
  • Band: VOICE OF RUIN
  • Durata: 00:41:30
  • Disponibile dal: 01/12/2023
  • Etichetta:
  • Tenacity Music

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Un distillato di death melodico, in cui si potranno trovare anche note di groove, di thrash e pure black metal. Un po’ troppo, forse? Oseremmo dire di sì, una volta entrati in contatto con il nuovo album dei Voice Of Ruin, il quarto di una carriera lunga quindici anni, durante i quali il perenne tentativo di miscelare i vari generi si è spesso scontrato con la dura realtà dei fatti. Mixare più ingredienti senza quel pizzico di sale ad insaporire il tutto, porta dritti dritti al più classico dei minestroni insipidi. Spostandoci quindi dal pianeta gastronomico a quello musicale, l’operato della band svizzera ha esattamente il medesimo risultato: spunti ve ne sono, ma, arrivati al termine della title-track, posta a chiusura del disco, la sensazione che rimane è quella di un ‘vorrei ma non posso’.
La melodia dell’intro “Prelude To A Dark Age”, il groove tastieristico di “I – The Vile Kings”, ad anticipare “Bloody Salvation” con i suoi richiami ai Dark Tranquillity dell’epoca. Terzetto iniziale che mette in risalto le intenzioni armoniose dei Voice Of Ruin, ancor più palesi nelle successive “Deathstar Rising” e “Unforgiven Sins”. Scatti ritmici in serie, riff serrati, alternati alle suddette tastiere che non riescono tuttavia a scostarsi da una scontata manifestazione di passaggi stereotipati, anche ben eseguiti, ma senza l’essenziale mordente. Un susseguirsi di schemi pre-confezionati, arrivando ad investire anche il comparto vocale, continuamente diviso tra sprazzi puliti e parti più grezze, mancando, anche in questo caso, della verve necessaria ad incentivare l’agonismo generale. E se, per ultimo, ci aggiungiamo una produzione ultra limpida, al limite dell’artificiosità, eccovi servita la freddezza, giusto per rimanere in tema, di “Cold Epiphany”: un lavoro fin troppo lineare, che ricalca nuovamente la difficoltà del quintetto di Nyon ad uscire da certi modelli predefiniti. La richiesta di una maggiore singolarità appare quasi scontata ma, in definitiva, è l’elemento in più che i Voice Of Ruin dovranno obbligatoriamente approfondire.

TRACKLIST

  1. Prelude To A Dark Age
  2. I - The Vile Kings
  3. Bloody Salvation
  4. Deathstar Rising
  5. Unforgiven Sins
  6. The Last Feast
  7. Cyanide Stone
  8. Dreadful Tears
  9. Lustful Gaze
  10. Cold Epiphany
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