VOID EATER – III-IIII

Pubblicato il 07/07/2019 da
voto
7.0
  • Band: VOID EATER
  • Durata: 00:39:36
  • Disponibile dal: 07/06/2019
  • Etichetta: Duplicate Records
  • Distributore:

I Void Eater sono il progetto solista di RKV, batterista degli Obliteration, nota realtà del circuito death metal underground, autrice solo lo scorso anno dell’eccellente “Cenotaph Obscure”. Nella sua incarnazione in solitaria, il musicista norvegese prende la materia estrema old-school e ne fa bellamente scempio, straziandola di noise, ambient e industrial. “III-IIII” racchiude gli ultimi due ep pubblicati da Void Eater, il primo uscito a luglio 2018, il secondo a maggio di quest’anno. Il lavoro di RKV è paradigmatico di una certa sensibilità verso suoni enigmatici, travolgenti, eccessivi, che ha contagiato da qualche anno i musicisti di ascendenza death e black metal tradizionale. Qui il death e il black metal vengono sfigurati e intorbidati con stilemi provenienti da altre correnti, al fine di tratteggiare incubi sempre più angoscianti, malati, privi di vie di fuga. La musica è spogliata di volontà di intrattenimento e di linee melodiche chiare, a favore di una smodata furia psicotica, che fa leva sulla destrutturazione (parziale) degli schemi compositivi classici e su un assemblaggio assatanato di suoni slabbrati e iperdistorti.
Le tracce di “III” e “IIII” sono imperniate su registri percussivi massacranti, essendo la batteria lo strumento principale di RKV si parte da quest’ultima per dare forma alla paura, prediligendo pattern impetuosi e fitti di colpi, coniuganti bestialità e freddo calcolo. La cassa è particolarmente valorizzata nel missaggio, rimane molto alta e dona un claustrofobico feeling industrial sia negli assalti più concitati che nei mid-tempo sfibrati dalle dissonanze. Quando le velocità salgono vertiginose, ci si imbatte in coacervi di chitarre disturbate che guardano al labirintismo di Portal e Mitochondrion, condite di un latrato filtrato, utilizzato come strumento fra gli strumenti. L’avanzamento poco lineare, la pressione ansiogena di una massa strumentale abnorme e le abrasioni portate dalle intrusioni noise mettono alla frusta l’ascoltatore, evitando accuratamente derive troppo astratte. Le incursioni in territori ambient non creano alcun alleggerimento, si intersecano piuttosto in fasi relativamente calme e inducono un sordido clima di soundtrack orrorifica; momenti che godono comunque di un drumming sostenuto e onnipresente, così che le tracce mantengono coesione nonostante il sound ostico e la tendenza ad allagarsi in minutaggi consistenti.
Il prodotto finale è assimilabile a quello delle frange più contorte e sperimentali del catalogo Iron Bonehead o I, Voidhanger, pur con un distinguo fondamentale: nei Void Eater si sente eccome l’aggancio con il death-black anni ’90, se sfrondate degli accessori disturbanti molte scorribande hanno un taglio grezzo e impulsivo che non le fa confondere con le correnti intellettualoidi del genere. Anche le scelte di produzione garantiscono una sufficiente intellegibilità, i mari di riverberi e la confusione fine a se stessa sono fortunatamente bandite, a favore di un approccio carnale e non ostinatamente cervellotico. “III-IIII” non ridefinisce nuovi confini espressivi né tocca vette di eccellenza compositiva assoluta, tuttavia costituisce un ottimo esempio di contaminazione fra suoni metal old-school e abrasive iniezioni di sonorità non-metal altrettanto inquietanti.

TRACKLIST

  1. Tomb Mouth
  2. Plasmarachnoid
  3. Labyrinthew
  4. Vorean Swarm
  5. Decimation Crater
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