VOID PARADIGM – Tout Ira Mieux Sans Nous

Pubblicato il 07/12/2025 da
voto
7.5
  • Band: VOID PARADIGM
  • Durata: 00:37:58
  • Disponibile dal: 12/12/2025
  • Etichetta:
  • I Voidhanger Records

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Tutt’altro che sterilmente prolifici, i Void Paradigm possono contare su una discografia selezionata, ma di assoluto valore in tutti i suoi quattro rilasci artistici, che avevano visto nell’ultimo “Ultime Pulsation|Demain Brûle” un definitivo abbandono delle sponde prettamente (black) metal in favore di un approccio molto più libero e sperimentale alla composizione. Considerato che il terzetto proviene dalla Francia, non stupisce questo atteggiamento trasversale verso la materia estrema, visto che proprio le sponde francesi, dai Deathspell Omega in poi, hanno da sempre mostrato una predilezione per un’attitudine diversa e fantasiosa al genere in questione, abbracciandone ora gli aspetti più atmosferici, ora quelli più sperimentali e contaminati, sempre in nome di una rappresentazione diversificata dell’ancestrale disagio trasmesso dal black metal.

“Tout Ira Mieux Sans Nous” prosegue quindi nel suo personale affrancamento dai canoni del settore, continuando al contempo a perpetrarne le suggestioni e gli stimoli più subdoli e pericolosi. I potenti accordi iniziali della prima parte, infatti, fungono da promemoria circa il roboante passato della band, che impiega però ben pochi minuti per passare ad uno stile dinamico e progressivo, basato fortemente sui tempi sincopati della batteria e sui nervosi giri di basso di Julien Payan, multistrumentista e compositore eccelso di tutta la musica contenuta nel disco.

“Tutto cambia affinché nulla cambi” sembra essere il motto seguito dai Void Paradigm, i quali, sopra una macrostruttura sempre uguale, cesellano un lavoro di chitarra ricco di variazioni ed elementi scostanti, che rendono l’ascolto sia familiare che sempre pronto alla scoperta di nuovi tasselli inauditi. Più che ai Marduk o ai Mayhem, ci si sente di avvicinare i Void Paradigm ad una band come i Tool, di cui si ricalcano le grandi espansioni dinamiche ed il raggiungimento di un climax saliente nella composizione, prima di tornare a decomprimere la tensione sul finale del lungo brano iniziale con dei tenui passaggi di chitarra pulita e le declamazioni imperiose dell’ospite femminile Mütterlein alla voce. Quasi fosse un prolungamento del primo, il secondo ed ultimo brano del platter inizia con fare sornione, prima che il tono vocale volutamente sgradevole di Jonathan Théry conquisti la scena insieme a degli acidi arpeggi di chitarra dal sapore malefico e dissonante, di nuovo vicini al genere primigenio dei Void Paradigm. In quasi venti minuti di durata, però, il pezzo torna a pulsare intorno a soluzioni apertamente progressive nella parte centrale, fino ad una fuga voivodiana in pieno stile punk (almeno nel ritmo forsennato della batteria), per arrivare infine ad un sontuoso finale che parte da appoggi delicati per arrivare a sporcarsi con le distorsioni ed i toni grossi della voce sul definitivo calo del sipario.

L’approccio jazz del batterista Alexis Damien, gli studi classici del sopracitato Payan e la naturale indole della band verso l’inusitato e l’eccentrico rendono “Tout Ira Mieux Sans Nous” un prodotto ormai difficilmente accostabile all’universo e all’estetica black metal, mantenendone solamente un primordiale sentimento di malessere e disagio espresso primariamente attraverso la voce, ancora incentrata sullo screaming, e ad alcune rasoiate più taglienti; per il resto, ci troviamo di fronte ad un album stralunato ed alienato, difficilmente catalogabile per genere ed interessato a colpire l’attenzione attiva del suo fruitore, piuttosto che il suo lato emotivo ed irrazionale. Se “Written In Waters” dei Ved Buens Ende è un must per i vostri ascolti, correte ad ascoltare “Tout Ira Mieux Sans Nous”: se siete ascoltatori più ortodossi invece, potreste non apprezzare le derive affrontate dai Void Paradigm in questo loro ultimo lavoro.

TRACKLIST

  1. Tout Ira Mieux Sans Nous pt. I
  2. Tout Ira Mieux Sans Nous pt. II
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