7.0
- Band: VOIDHÄMMER
- Durata: 00:14:00
- Disponibile dal: 09/01/2026
- Etichetta:
- Caligari Records
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Più che un semplice esordio, “Noxious Emissions” sembra il risultato di un’urgenza creativa maturata nell’ombra: un bisogno quasi fisiologico, per i Voidhämmer, di convogliare in un nuovo contenitore tutto ciò che nei rispettivi progetti non trovava pieno sfogo. Il trio losangelino – già attivo in formazioni come Swampbeast e Crematory Stench – sfrutta questa nuova identità per ampliare il proprio raggio d’azione, addentrandosi in una zona liminale tra death metal e grindcore, dove l’impatto resta centrale ma la scrittura non è mai lasciata al caso.
Fin dalle prime battute si percepisce non solo una cura inattesa per il riffing, ma anche un’evidente padronanza tecnica: i tre musicisti non sono certo degli sprovveduti e affrontano il materiale con sicurezza, precisione e un controllo notevole anche nei momenti più concitati. Non si tratta di un’esplosione disordinata di furia, bensì di un lavoro costruito con attenzione alle dinamiche interne, alle modulazioni di densità, al bilanciamento tra impatto e articolazione. Il risultato è un death-grind che, pur prediligendo la forza bruta, si concede spesso soluzioni più ragionate, sfruttando l’alternanza tra sezioni esasperanti e momenti più possenti, quasi “a blocchi”, che creano una tensione interessante tra caos e struttura. È un approccio meno immediato del previsto, perché i Voidhämmer non si limitano a replicare formule troppo standard: preferiscono manipolarle, contaminarle, portarle verso territori appena più obliqui pur senza perdere l’immediatezza della vecchia scuola.
Quando decidono di picchiare senza fronzoli, lo fanno con una convinzione indubbia: certe impennate riportano alla mente gli Excruciating Terror più velenosi, così come la crudezza dei primi Terrorizer affiora nel taglio asciutto e percussivo di alcuni passaggi. Eppure, il gruppo dimostra appunto di non voler essere incasellato in un unico registro: le derive più groovy – che giustificano la citazione dei Coffins nella presentazione ufficiale – ampliano ulteriormente il raggio d’azione, aggiungendo una componente più fangosa e pesante che conferisce respiro e varietà ai quattro brani dell’EP.
La miscela di influenze, per quanto abbastanza ampia, si mantiene sempre coerente nello spirito: il filo conduttore è un’urgenza espressiva che non rinuncia a un minimo di progettualità, una volontà di rendere omaggio alle proprie radici senza rimanervi del tutto intrappolati. Anche la produzione, solida e ben calibrata, aiuta a valorizzare questo equilibrio: ruvida quanto basta per conservare l’impatto live, ma sufficientemente definita da permettere ai dettagli di emergere.
“Noxious Emissions” si rivela così un biglietto da visita notevole: in circa un quarto d’ora i Voidhämmer espongono una visione chiara, convincente, tecnicamente impeccabile e soprattutto promettente, lasciando intuire che il meglio potrebbe ancora venire.
