VOIDHAVEN – Lithic

Pubblicato il 19/06/2023 da
voto
7.5
  • Band: VOIDHAVEN
  • Durata: 00:53:27
  • Disponibile dal: 09/06/2023
  • Etichetta:
  • Ardua Music

Laddove melodia, spleen e greve pesantezza si incontrano, lì è possibile trovare i Voidhaven: il quintetto di Amburgo si presenta, con il debutto “Lithic” (uscito sotto l’egida di Ardua Music), pronto ad arricchire di profondità le sfumature plumbee – la cui tavolozza è ben rappresentata nella copertina – di quell’incrocio mirabile tra melodie, death metal e doom riflessivo, e lo fa con una cognizione di causa capace di parlare chiaro circa esperienza e perizia dei singoli musicisti, non certo di primo pelo (tra i gruppi di precedente appartenenza troviamo infatti gli Ophis, per dire).
Lungo gli abbondanti cinquanta minuti del disco, aperti dalla chitarra melodiosa e lancinante di “Resting On Tombs”, si dispiegano panorami in grado di richiamare quel crogiolo di sensazioni – riflessività, desolazione, sconforto contemplativo e mestizia decadente – alla base dell’intero genere musicale; certo, in precedenza magnificamente indagate da chi per primo ha scavato il solco di questo tipo di musica, dai My Dying Bride agli Swallow The Sun (fino a adepti di più recente formazione, come i nostrani Shores of Null), ma qui declinate e reinterpretate con una capacità di scrittura ben rodata e consapevole, sensibile tanto nelle parti più cadenzate che nei momenti più raccolti.
In “Lithic” troviamo riff ora deliziosamente rallentati e ora più tendenti a certa, decadente epicità death-doom, cui spesso si intrecciano trame di tastiere e sintetizzatori ad impreziosire gli accordi, facendone riverberare l’eco drammatica o esaltandone la carica tremebonda, come ad esempio succede in “The Everblazing Picture” o in “The Desolate Throne”, il cui assolo nella seconda metà del pezzo è tra i migliori dell’album.
Se aggiungete a questo l’intreccio azzeccato di voci ora in growl, ora in uno screaming tempestoso dalle striature annerite e velenose, ora in cori puliti che ricordano in più di un punto quanto fatto dagli Hamferd (particolarmente evidente in “Sermon Of Scorn”) e una sezione ritmica che non perde un colpo, nonostante il ritmo discontinuo (ma mai disarmonico) di canzoni quali “To Walk Among Ghosts” (ed il suo intro di batteria che sembra omaggiare “The Pacific” degli Ahab, il cui nome ritorna in mente anche altrove nel brano), gli ingredienti per un buon album ci sono tutti.
A questo disco non manca infatti formalmente niente per stazionare a lungo negli ascolti degli appassionati di queste sonorità, combattendo il sole e il caldo incombenti a suon di musica dura, cupa e vagamente sofferente (“Something Cruel Within”); da parte nostra accogliamo questa opera prima soddisfatti, sperando che in futuro i Voidhaven riescano a distillare il proprio elisir doom-death con una punta in più di originale personalità, infondendo alla propria proposta un aroma unico, davvero irreplicabile e speciale.
Ma, visti i presupposti, siamo assolutamente fiduciosi in merito.

TRACKLIST

  1. Resting on Tombs
  2. Sermon of Scorn
  3. To Walk Among Ghosts
  4. The Everblazing Picture
  5. The Desolate Throne
  6. Something Cruel Within
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