VOODOO CIRCLE – Whisky Fingers

Pubblicato il 01/01/2016 da
voto
7.5
  • Band: VOODOO CIRCLE
  • Durata: 00:50:28
  • Disponibile dal: 27/11/2015
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Ogni volta che sentiamo che un nuovo disco dei Voodoo Circle di Beyrodt arriverà sul mercato, proviamo un piacevole senso di anticipazione. Sappiamo che il disco che arriverà non riscriverà pagine di storia, né si porrà a nuovo punto di riferimento per la scena hard & heavy per gli anni a venire… ma sappiamo che quello che sentiremo ci farà sentire a casa. Già, ‘a casa’. Non abbiamo modo migliore di spiegarvelo. Per noi che scriviamo, per noi cioè che siamo oramai da un pezzo più vicini ai quaranta che ai trenta, la sensazione che i Voodoo Circle ci danno a partire dal disco con cui li abbiamo conosciuti, “Broken Heart Syndrome”, è proprio quella di una confortevole e rassicurante familiarità. Ma non è ‘familiarità’ nel senso di ‘già sentito’ o men che meno nel senso di ‘bolso’; piuttosto la sensazione che cerchiamo di passarvi è quella di un parente amato che si incontra di nuovo dopo tanto tempo, e che ogni volta ha qualche bella storia, qualche aneddoto nuovo da raccontarci. E con i Voodoo Circle è proprio così. Con i Rainbow, noi (e siamo sicuri anche molti di voi lettori) ci siamo cresciuti, ma sappiamo che ora – al di là di improbabili reunion volute da Blackmore –  non ci sono più. Stesso discorso con i grandi Whitesnake degli Anni ’80, quelli di “Slip of The Tongue”, oppure con i Deep Purple di “Machine Head”. Ecco, con i Voodoo Circle, non ritroviamo queste band chiaramente né ne riviviamo i fasti appena citati; però grazie a loro proviamo la sensazione come di incontrarle nuovamente, nel momento esatto in cui incrociammo la loro strada la prima volta. E questa, diremmo, era la magia di “Broken Heart Syndrome”, ripetuta sul “One Way Home” e ancora una volta su questo “Whisky Fingers”. Le band di cui sopra ovviamente non sono state citate a caso: Purple, Rainbow e il Serpente Bianco tracciano ancora i vertici ideali di una triangolo virtuoso entro il quale si muovono Beyrodt e soci: ancora una volta l’ex gruppo in cui cantò Ronnie James Dio rappresenta l’aspetto più heavy e intraprendente della musica dei Nostri, i Deep Purple rappresentano il sapore bluesy e il piglio hard rock che pervade ogni pezzo, mentre il ruolo della band di Coverdale serve a donare al pentagramma quel taglio radiofonico e da ‘grande hit’ che in definitiva rende l’intero album così irresistibile.  L’album si rivela dunque vincente sotto tutti i suoi aspetti: le ballad come “Heart Of Stone” parlano all’animo e convincono con corposi assoli, i vari brani rocker come “Trapped In Paradise” e “Medicine Man” fanno muovere testa e piedi e intonare i frizzanti ritornelli, mentre le hit melodiche “Watch And Wait” e “Been Said And Done” ci ricordano del motivo per cui questa musica spopolava durante gli Anni ’80. Come sempre, finiamo l’ascolto con un sorriso stampato sulle labbra, contenti di aver viaggiato un po’ indietro nel tempo con un album che non spacca le montagne e di cui non elogiamo originalità o inventiva, ma che ha l’indubbio pregio di averci fatto sognare un po’ per una cinquantina di minuti. Ancora una volta quindi, come non promuoverli? Grandi Voodoo Circle.

 

TRACKLIST

  1. Trapped In Paradise
  2. Heartbreaking Woman
  3. Watch And Wait (I Got My Eye On You)
  4. Medicine Man
  5. The Day The Walls Came Down
  6. Heart Of Stone
  7. Straight Shooter
  8. The Rhythm Of My Heart
  9. Devil Takes Me Down
  10. 5 O’Clock
  11. Been Said And Done
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