VORBID – Mind

Pubblicato il 16/05/2018 da
voto
7.0
  • Band: VORBID
  • Durata: 00:48:58
  • Disponibile dal: 13/04/2018
  • Etichetta: Indie Recordings
  • Distributore: Audioglobe

Pian piano qualche germoglio spunta, nel panorama thrash internazionale. Abbozzi di progressive thrash, finalmente, attecchiscono e prendono corpo, concedendo se non altro un’alternativa ad approcci ignoranti e poco elaborati. Dalla Norvegia, cercano fortuna nel settore i Vorbid, quartetto piuttosto giovane formatosi nel 2013 e che finora aveva pubblicato soltanto un EP omonimo nel 2016. Il frullare note ad alte velocità e secondo arditi coefficienti di difficoltà non va ad annacquare il campionario di tensioni e frustate che un combo thrash deve essere in grado di dispensare: il riffing propende per un’incisività saldamente ottantiana, concentrandosi su dinamiche care al thrash americano contaminato di classic metal. Come si usava qualche decennio addietro, sono in prevalenza le chitarre ad indirizzare le sorti dei brani, grazie all’uso di solismi variopinti, a volte assai prolungati, come poteva capitare sul vecchio catalogo Shrapnel. Siamo quindi di fronte a novelli shredder, che non hanno però alcuna volontà di perdersi in uno sterile onanismo. I Megadeth di “Peace Sells… But Who’s Buying” e “Rust In Peace” (sentite l’attacco di “Zombie”…) paiono essere la fonte di riferimento più appropriata, mentre i saltellii imprevedibili e la disinvoltura solista del basso acclamano i Death Angel e i Metallica più fantasiosi. Alla batteria, il compito di ricondurre anche gli spunti più liberi nei binari del thrash puro, fatto che conduce pure a un tambureggiare costante e portatore, di per sé, di un incessante headbanging. Gli scambi di vedute fra chitarre e basso sono vertiginosi, le aperture melodiche azzeccate nei modi e nei tempi, i cambi di tempo calibrati per dare una marcia in più senza perdersi in mille rivoli; viene da chiedersi allora cosa manchi. Un punto sostanziale ed ineludibile, è la voce, fuori tono per tipologia e fiacca nell’interpretazione. Il cantato si mantiene su un urlato un po’ afono, sempre sopra le righe, probabilmente modulato in questi termini per emulare i Vektor. Pur provando a immaginarsi il punto di vista della band, fatichiamo a comprendere perché a integrazione di formule strumentali così di ampio respiro e raffinate sia stata messa una voce così invadente, che appiattisce diversi spunti e soffoca il potenziale di alcune sezioni. Inoltre, la produzione si rivela relativamente povera e leggera, al confronto della quantità di idee messe sul piatto dai Vorbid. La suite “Mind”, quasi ventiquattro minuti di spericolatezze strumentali, attesta nella sua coesione interna e nell’avvincente sviluppo il potenziale del gruppo, che avrà soltanto da limare qualche difettuccio qua e là prima di prendere un posto da protagonista nella scena thrash attuale.

TRACKLIST

  1. If There's Evil (There's People)
  2. Zombie
  3. Invention Intervention
  4. To Mega Therion
  5. Mind
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