VORPAL NOMAD – Hyperborea

Pubblicato il 02/09/2012 da
voto
7.0
  • Band: VORPAL NOMAD
  • Durata: 41:46
  • Disponibile dal: 21/05/2012
  • Etichetta:
  • Metalodic Records

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Nell’ultimo decennio Felipe Machado Franco è diventato uno dei più apprezzati realizzatori di copertine di dischi nella scena metal, offrendo i suoi servigi e la sua arte a band ed artisti di prim’ordine come Icead Earth, Blaze Bayley, Rhapsody Of Fire, Blind Guardian, Vanden Plas e Rob Rock, tanto per citare i più noti al vasto pubblico. Ora, probabilmente forte dello spazio che si è ritagliato all’interno della scena come illustratore, sta cercando di farsi conoscere ed apprezzare anche per l’altra sua grande passione, quella di cantante. L’esordio avviene nel 1996 con gli ormai sciolti Hellbender, ma è solo con i Thunderblast (altra band attuale del cantante colombiano) che Felipe riesce a pubblicare il suo primo full-length. Ora, dopo il bis sempre con i Thunderblast nel 2011 con “Invaders Form Another World”, esordisce con l’altra sua creatura, questi Vorpal Nomad appunto. Il genere è sempre il power metal, ma se con i Thunderblast il singer si cimenta con un power-thrash ruvido e d’assalto (attento anche alle melodie però), con i Vorpal Nomad preferisce sviluppare maggiormente la passione per il power di stampo europeo, esplorando sia il suo lato più heavy, sia quello più melodico e scanzonato. I primi due pezzi “Skull Island” e “Brotherhood” tendono decisamente verso un power robusto e tagliente con un Machado ispiratissimo e protagonista, abile ad interpretare con la giusta intensità ed emotività linee vocali riuscite e ritornelli da urlo. “Final Cry For Freedom”, “Last Hero On Earth”,”The Mad Hatter” mettono invece in evidenza il lato più melodico e gioioso dei Vorpal Nomad – ricordando a più riprese Helloween, Gamma Ray e Freedom Call – centrando l’obiettivo di far venire una tremenda voglia di cantare. Il tris finale invece torna a mostrare il lato più irruento della band riuscendo, ancora una volta, ad intrattenere e divertire con un riffing vorticoso, cattiveria, potenza e la giusta dose di cori. “Hyperborea” non offre nessuna novità, ma è un disco suonato con passione e ricco di qualità, con la produzione di quella vecchia volpe di Piet Sielck abbastanza rude ma curata. Fateci più di un pensiero.

TRACKLIST

  1. Hyperborea
  2. Skull Island
  3. The Brotherhood
  4. Final Cry For Freedom
  5. Last Hero On Earth
  6. The Mad Hatter
  7. Vorpal Nomad
  8. As The Otherworld Falls Dawn
  9. Jack O Lantern
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