VORUM – Current Mouth

Pubblicato il 23/05/2015 da
voto
6.5
  • Band: VORUM
  • Durata: 00:18:06
  • Disponibile dal: 18/05/2015
  • Etichetta: Sepulchral Voice
  • Distributore:

In procinto di imbarcarsi in un tour europeo da co-headliner insieme ai Maveth, i Vorum danno finalmente un seguito al diabolico e scellerato esordio “Poisoned Void”, facendo confluire i loro sforzi in un EP di cinque brani immesso sul mercato dalla tedesca Sepulchral Voice Records. All’epoca del succitato debut album – parliamo del gennaio 2013 – avevamo sottolineato come il quartetto di Mariehamn, Finlandia, non fosse il classico prodotto uscito dalle catene di montaggio del filone revival old school e quest’oggi, immergendoci nelle putride acque di “Current Mouth”, non possiamo fare altro che ribadire con fermezza il concetto. Anzi, sembra quasi che in sede di songwriting i Nostri abbiano voluto spingersi ancora oltre in termini di bestialità e ripugnanza, tornando agli albori stessi del genere per un risultato finale a dir poco spaventoso, che trascende il semplice recupero di stilemi swedish o statunitensi a cui ormai siamo abituati. Non è black, non è death, non è thrash, ma la summa – stuprata da una produzione volutamente grezza e approssimativa – di tutti questi elementi, proprio come soleva accadere tre decenni fa, con le effigi di gruppi come Possessed, primi Morbid Angel, Merciless e Grotesque a sventolare fieramente in faccia all’ascoltatore. Un assalto all’arma bianca che non conosce pace, né tanto meno mezze misure, scandito dalle urla invasate del frontman Jonatan Johansson, dai battiti ossessivi della sezione ritmica e da un guitar-work velenosissimo, fatto di riff scorticanti lanciati alla massima velocità e da melodie effimere che si affacciano come orride chimere dall’Abisso. Naturalmente, una simile mancanza di raziocinio preclude un po’ di profondità e dinamismo alle composizioni, le quali non sempre possono rivaleggiare con il vecchio materiale, ma in fin dei conti si tratta di sottigliezze a cui molti ascoltatori non baderanno neppure. La formazione della terra dei mille laghi si conferma una delle più folli e perverse realtà dello scenario underground europeo e tanto basta per promuoverla ancora una volta. Resta solo da capire se questa sorta di “back to the roots” ultra-primitivo verrà approfondito anche sul prossimo full-length…

TRACKLIST

  1. Angels Death
  2. Tri Ennial
  3. In Grime In Lust
  4. Current Mouth
  5. Hungry Wounds
1 commento
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