VOTUM – :Ktonik:

Pubblicato il 22/03/2016 da
voto
7.5
  • Band: VOTUM
  • Durata: 00:51:29
  • Disponibile dal: 26/02/2016
  • Etichetta:
  • Inner Wound
  • Distributore: Andromeda

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Dischi come “:Ktonik:” dei Votum più che ascoltarli bisognerebbe semplicemente farseli scivolare addosso. Restare immobili, inermi, e lasciare che il turbine di effusioni strumentali entri sottopelle, senza mostrare alcuna resistenza né tentativo di arrivare immediatamente a una comprensione dell’insieme. In caso contrario, si correrebbe il rischio di mancare l’appuntamento con un piccolo gioiello di musica cauta e cerebrale, toccante e irruenta, tessuta con parsimonia per i colpi di teatro e un’attenzione maniacale nel generare un flusso emotivo alla lunga difficile da sostenere. Bisogna intanto grattare via l’ingannevole superficie di prog convenzionale figlia dei nostri tempi moderni, quella che vorrebbe i gruppi odierni belli potenti, puliti, cristallini, ma un po’ asettici: impressione, distorta in questo caso, da rintracciarsi principalmente nell’utilizzo di chitarroni compressi che fanno tanto metallo urlante, ma sviano il discorso da quello che è il cuore pulsante del lavoro. Non che stiano male o siano utilizzati con poco costrutto, soltanto stuzzicano una fruizione un po’ facilona, basata sulla ricerca dell’impatto a tutti i costi e non permettono, almeno finché si è inesperti dei contenuti dell’album, di capire quale sia la vera essenza dei Votum attuali. Basta scrostare via la patina di perfezionismo a tutti i costi per scoprire le doti migliori dei polacchi, quelle che li avvicinano all’operato dei conterranei Riverside e ai Pain Of Salvation fino a “Remedy Lane”. Ecco l’anima, il pensiero, il sentimento di un gruppo che maneggia gli arrangiamenti elettronici con la maestria degli ultimi Cult Of Luna e dei Riverside in occasione di “Anno Domini: High Definition” e, su di essi, il loro modo di espandere gli spazi e solleticare le corde più sensibili dell’Io, costruisce una buona fetta dei suoi successi. È quando si concedono agli arpeggi, ai tocchi gentili sulle tastiere, alla vocalità soffusa del bravo singer Bart Sobieraj, che i Votum prendono il largo, vanno a compenetrare una perizia esecutiva di prim’ordine all’introspezione, alla capacità di mescolare dolcezze e tristezze in un cocktail umorale commuovente, che ha nel sofisticato minimalismo delle partiture più cinematiche una sua architrave. Un’altra chiave la rileviamo nell’attenta contrapposizione tra tenui arpeggi, precari come la rugiada su uno stelo d’erba di prima mattina, ed esplosioni chitarristiche che rivelano un malcelato amore per i Nevermore di “Dead Heart In A Dead World” e tutto quello che ne è conseguito. Passata la sensazione di freddezza iniziale, si capisce che le due anime dei Votum, quella gradevolmente intristita e quella pulsante di rabbia maestosa, sono inscindibili e debbono per forza di cose alternarsi nei singoli pezzi, pena il perdere per strada elementi importanti e imprescindibili. Vuoti e pieni si danno il cambio in armonia, traghettandoci in un sottile e conturbante rimescolare di piccole delusioni, riflessioni amare, sofferenze che vorremmo riscattare. Gli spazi sconfinati e silenziosi di “Blackened Tree”, i contrappunti di basso e le tastiere subliminali di “Prometheus”, la percezione di perdita comunicata da “Last Word” sono i nostri attimi preferiti all’interno di un album che mostra ritrosia a rivelarsi in tutto il suo splendore, in principio nascosto dietro la sua corazza di timidezza e introversione. Ma, quando emerge in tutta la sua bellezza, il quarto disco del sestetto di Varsavia può farvi restare di sale, stupirvi per quanto vi sa donare. “:Ktonik:”, assieme a “A Year With No Summer” degli Obsidian Kingdom e “Havoc” dei Circus Maximus, si candida a essere una delle release più importanti in campo progressive di questo 2016, annata che nel suo primo trimestre ha già dato tanto agli amanti delle sonorità più intellettuali e ricercate.

TRACKLIST

  1. Satellite
  2. Greed
  3. Spiral
  4. Blackened Tree
  5. Simulacra
  6. Prometheus
  7. Horizontal
  8. Vertical
  9. Last Word
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