VREDEHAMMER – Violator

Pubblicato il 29/03/2016 da
voto
7.0
  • Band: VREDEHAMMER
  • Durata: 00:33:26
  • Disponibile dal: 18/03/2016
  • Etichetta:
  • Indie Recordings
  • Distributore: Audioglobe

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Avviata come attività solista nel 2009, l’avventura dei Vredehammer fondati e guidati da Per Valla ha avuto una sua positiva svolta nel 2013, quando il leader ha preso coscienza di quanto fosse proficuo essere un gruppo vero e proprio, condividere con qualcun altro gli oneri e gli onori di concepire e suonare musica estrema. Visti recentemente all’opera nella cornice del Blastfest, i quattro norvegesi – dal vivo, su “Violator” hanno suonato soltanto in tre – sono chiaramente un collettivo in via di trasformazione, per certi versi ancora ignaro del suo pieno potenziale. Dal primo al secondo album i Nostri hanno ampliato il raggio d’azione, giovandosi di una maggiore conoscenza reciproca e dell’intensificazione dell’attività live. Sfruttando il solido appoggio della Indie Recordings, arrivano allora al nuovo full-length con tutte le carte in regola per attirare qualche attenzione non proprio fugace. Per Valla si è immerso fin dalla giovinezza nel death metal più cruento e battagliero vi sia in circolazione e ha fatto sì che gli altri membri dei Vredehammer fossero mossi dallo stesso fuoco interiore e maneggiassero gli strumenti con pari foga e determinazione. Infatti le prove alla batteria di Felix e quella al basso diStone risultano feroci come ci si aspetterebbe, il drumming fa confluire sotto un’unica cupola di dolore diluvi di blast-beat di stampo yankee e sprazzi groovy più affini all’ala nordica del death metal. In generale, lo sviluppo ritmico va nella direzione di un martellare distruttivo, incessante, una specie di avvertimento ai naviganti per attirarli in poco tempo verso la propria proposta. La durezza infrastrutturale funge da fondamenta per una serie di piacevoli excursus in ambito epico estremo, accomunando a tratti l’operato dei Vredehammer a quello dei primi Amon Amarth, degli Unleahed o a una versione death metal oriented del viking metal più brutale. Utilizzando quando necessario espedienti anche abbastanza furbi, se ci passate il termine, come la propensione a ritmi quadrati e riff di alta memorizzabilità. Si nota l’attenzione della band a mettere sotto scacco l’ascoltatore e cercare nel frattempo di dargli appigli melodici affatto ardui da cogliere, quelli che consentono di arrivare quasi a canticchiare alcune arie particolarmente catchy. Emblematico di questo muoversi su due piani distinti e complementari è “Ursus”, spalancata da un riff elementare che fa molto tardi anni ’90 in chiave melodic death e poi si evolve in una enfatica marcia vichinga, dove svagano soliste disciolte in lunghi sospiri, cori altisonanti, rallentamenti cruenti richiamanti ere di torbide lotte e un clima fosco, ma aperto a una dimensione eroica dell’esistenza. Altrove – si veda la possente opener “Light The Fuckling Sky”  e “Cyclone” – è la forza bruta a prendere il sopravvento, irrobustita da un cipiglio thrash-death che non bada alle mezze misure quando c’è da prendere a schiaffi il prossimo. In questi casi sono erette mura di suono impenetrabili, i cambi di tempo si susseguono secchi e trancianti, dando l’idea che anche su schemi abbastanza classici i Vredehammer se la cavino molto bene. In qualche breve passaggio dilatato pare di sentire una piccola influenza dei grandi Unanimated, ma è solo una sensazione di fondo, nulla più, forse perché le due band sono legate da una concezione pugnace della materia death metal, connessa a un animo battagliero non così abituale per chi pratica certi suoni. Il muoversi con pari sicurezza tra aperture melodiose e molto tastierose, come accade nella trascinante chiusura di “Blodhevn”, e mitragliate old-school (“Spawn Tyrant”, in origine la copertina doveva proprio richiamare il famoso fumetto creato da Todd McFarlane) racconta di un ensemble abile e a suo agio in ogni situazione. Manca ancora una forte caratterizzazione dell’intero complesso sonoro, il marchio di fabbrica ‘Vredehammer’ c’è e non c’è e i riff scontano a volte un filo di banalità. Nel complesso, “Violator” fa la sua figura e lo consigliamo caldamente a chi vive per sonorità bastarde ed epicissime come quelle qui contenute.

TRACKLIST

  1. Light the Fucking Sky
  2. Spawn Tyrant
  3. Violator
  4. Deadfall
  5. Ursus
  6. Cyclone
  7. Blodhevn
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