VREID – The Skies Turn Black

Pubblicato il 10/03/2026 da
voto
7.5
  • Band: VREID
  • Durata: 00:55:37
  • Disponibile dal: 06/03/2026
  • Etichetta:
  • Indie Recordings

All’alba del decimo lavoro in studio, i Vreid tornano sul mercato mostrando una forma ragguardevole. Dal buono (ma non eccezionale) “Wild North West” sono passati cinque anni, ed era legittimo aspettarsi un disco semplicemente di proseguimento di quella scia un po’ manieristica che aveva tracciato il lavoro precedente; e invece, fa piacere sentire la band norvegese uscire con un disco fresco come questo “The Skies Turn Black”. Le coordinate restano quelle di un black metal fortemente infarcito di melodia, che non ricerca nella ferocia la propria ragione d’essere ma non per questo suona moscio o (troppo) ruffiano.

Di fatto, “The Skies Turn Black” è un disco di base candidamente heavy metal, con i suoi assoli ben strutturati, una musicalità che cambia ad ogni brano e più di qualche passaggio facilmente assimilabile.
C’è un buon campionario di suggestioni all’interno di questo disco: da una ieraticità che ricorda quasi gli ultimi Enslaved con i cori di “From These Woods” (che tornano in “Flammen”) alla title-track dall’incedere riffocentrico (il quale poi diventa proprio thrash metal con “Second Death”), la band esplora tra le atmosfere senza però sembrare eccessivamente spaesata nella ricerca di un proprio nuovo sé, vagabondando all’interno di diverse realtà pur mantenendo una propria tangibile integrità, sebbene ben distante da qualsiasi tipo di asprezza black metal in senso stretto.
Ogni canzone ha di fatto una propria personalità ben distinta, un marchio attorno al quale si svolge il brano, a volte con inflessioni cinematografiche (e non stupisce che “Kraken” sia stata scritta per l’omonimo film prodotto da John Einar Hagen, primo ‘maestro’ della band ai tempi dei primi demo). Da menzionare, tra le altre, anche “Loving The Dead”, cantata da Agnete Kjølsrud dei Djerv, brano più atipico degli altri all’interno del disco, strutturato su di una strofa d’impatto e dei passaggi strumentali a modo loro soffici e trasognati.
In generale, come si diceva all’inizio, “The Skies Turn Black” non usa l’impatto e la violenza come proprio veicolo, bensì armonia, arpeggi e una capacità di scrivere brani facili da ricordare, con delle costruzioni sicuramente non troppo complesse ma non per forza banali, anzi: momenti come “Echoes Of Life”, con quella melodia quasi western, o l’ingresso di pianoforte in “Smile Of Hate” (questa sì che ci ha ricordato un po’ i Dimmu Borgir) sono tutto fuorché banali.

Capolavoro? No, non esageriamo: ma non si tratta nemmeno un disco banale o semplicemente di mestiere; i Vreid hanno osato, rischiando di lasciare indietro qualche ascoltatore più oltranzista, ma si percepisce il divertimento e la passione di chi ha suonato e scritto queste canzoni, la perizia tecnica e le capacità compositive; “The Skies Turn Black”  probabilmente non resterà negli annali, e forse suona un tantino troppo ‘easy’ in alcuni punti, ma probabilmente non ci stupirà rivederlo nel nostro lettore di tanto in tanto.

TRACKLIST

  1. From These Woods
  2. The Skies Turn Black
  3. A Second Death
  4. Kraken
  5. Loving the Dead
  6. Build & Destroy
  7. Chaos
  8. Flammen
  9. Smile of Hate
  10. Echoes of Life
  11. The Earth Rumbles
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